Stili di vita green, gli italiani al 6° posto secondo Altroconsumo

L’indagine rivela maggiore propensione ai comportamenti sostenibili relativi all’alimentazione, l’acquisto di prodotti e servizi e raccolta differenziata, ma poca attenzione al tema della mobilità. I consumi consapevoli vengono percepiti come una spesa troppo esosa

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Per Altroconsumo, l’Italia è al sesto posto nella classifica sugli stili di vita sostenibili, una posizione che ci vede con una media di 53/100 dopo Austria, Francia, Slovenia, Germania e Spagna. La ricerca analizza 5 ambiti: alimentazione, viaggi e mobilità, acqua ed energia domestica, gestione dei rifiuti, acquisto di prodotti e servizi. A ciascun ambito è stato assegnato un peso diverso in base al suo impatto sulla sostenibilità seguendo le indicazioni di un pool di esperti che hanno collaborato al progetto. Gli italiani hanno ottenuto un risultato in generale nella media, eccellendo nel campo dell’alimentazione e degli acquisti ma rilevando una grande carenza di attenzione sul tema della mobilità.

Infografica di Altroconsumo

Le abitudini green nella Penisola: il 71% degli italiani ritiene importante adottare comportamenti consapevoli

Nella classifica stilata a fronte dell’analisi dei comportamenti nelle diverse nazioni emerge che l’Italia registra una propensione alla sostenibilità nella media. Adottare comportamenti in difesa dell’ambiente è molto importante per ben 7 italiani su 10. Nello specifico, si registra una maggiore attenzione per quanto riguarda il rapporto con cibo e acquisti. Il 71% dei rispondenti cerca di ridurre o evitare lo spreco di cibo e il 58% orienta la scelta di prodotti in base alla stagionalità e alla provenienza (prediligendo il chilometro zero). Per quanto riguarda lo shoppingoltre la metà degli intervistati dichiara di limitare gli acquisti a ciò che è necessario, prediligendo prodotti di qualità e riparabili, il cui ciclo di vita è quindi più lungo. Il 38% evita i monouso. I risultati in ambito mobilità mostrano, tuttavia, una controtendenza. Rispetto agli altri paesi, su questo punto l’Italia si posiziona al di sotto della media, denotando una propensione verso abitudini poco sostenibili. L’89% degli intervistati possiede un’auto di famiglia ma solo il 53% la utilizza esclusivamente quando necessario. Una bassa percentuale di cittadini (38%) predilige bici, mezzi pubblici o una camminata per gli spostamenti quotidiani. Risultati nella media ma in generale positivi per quanto riguarda la gestione dei rifiuti – l’80% dei consumatori dichiara di fare correttamente la raccolta differenziata – e di acqua ed energia – ben il 64% dichiara di adottare comportamenti improntati al risparmio energetico in casa.


Prezzi, claim e informazione: quali sono i dubbi che limitano i consumatori?

L’Italia ha raggiunto dei risultati in ambito green nella media. Ci sono, quindi, alcuni limiti per le persone nell’adozione di comportamenti completamente sostenibili. Uno dei primi ostacoli è sicuramente il prezzo. I prodotti che rispettano l’ambiente comportano spesso costi più alti legati alla qualità delle materie prime o alla presenza di tecnologie innovative. Per la maggior parte degli ambiti analizzati i costi sono percepiti come l’ostacolo principale, citato da circa il 40% dei rispondenti. Tuttavia, come dimostrato anche da Altroconsumo in una precedente inchiesta, quasi 1 italiano su 2 è disposto a pagare di più per prodotti che hanno realmente un minore impatto ambientale. Inoltre i test comparativi dimostrano che in molti casi il prodotto e il comportamento più sostenibile sono indissolubilmente legati a importanti risparmi per il consumatore.

“Gli italiani sono pronti a fare scelte più attente all’impatto ambientale, e in molti casi già lo fanno: ma ancora molti sono gli ostacoli percepiti e le aree in cui possiamo e dobbiamo migliorare” commenta Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo.  “Non è solo una responsabilità dei singoli: molti cittadini, ad esempio, lamentano la difficoltà nel distinguere i prodotti e i servizi davvero green da quelli che non lo sono, ma dicono di esserlo. Purtroppo, accanto alle aziende veramente impegnate a ridurre il loro impatto ambientale, ci sono ancora imprese per le quali la sostenibilità è solo un’opportunità di marketing, per cui usano immagini e messaggi ecologici che non hanno alcun fondamento, solo per andare incontro al desiderio del pubblico di scegliere prodotti amici dell’ambiente. Per questo, l’informazione è fondamentale per distinguere i prodotti e i servizi davvero green da quelli che non lo sono e Altroconsumo, ogni volta che è possibile, include nei test dei prodotti l’analisi dell’impatto ambientale. Come Altroconsumo, con questa analisi internazionale condivisa con altre 13 organizzazioni , vogliamo dare un importante contributo all’analisi e alla comprensione della situazione; allo stesso tempo desideriamo mettere uno strumento ulteriore al servizio delle persone: un modo per capire dove e come impegnarci tutti per far sì che l’insieme dei nostri comportamenti abbia un impatto nel migliorare le nostre vite e l’ambiente, contribuendo ad orientare in una direzione virtuosa anche le scelte di istituzioni e mercato” ha concluso.

Nota metodologica: Sono stati intervistati 14.817 cittadini (da 18 a 74 anni distribuiti come la popolazione generale) appartenenti a 14 Paesi – Paesi Bassi, Danimarca, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Canada, Russia, Germania, Belgio, Francia, Austria, Gran Bretagna e Slovenia – in merito ai comportamenti “sostenibili” legati a 5 ambiti: cibo, acqua ed energia, acquisti, mobilità e gestione dei rifiuti. A ciascuno di questi topic è stato attribuito un peso diverso, in base al relativo impatto sull’ambiente così da poter ricavare, attraverso l’analisi, un termometro che definisse l’indice di sostenibilità (da 1 a 100) nei diversi paesi.

L’indagine è realizzata insieme ad altre organizzazioni di consumatori. Si tratta di Consumentenbond (Paesi Bassi), Danish Consumer Council (Danimarca), Deco Proteste (Portogallo), D-Test (Repubblica Ceca), OCU (Spagna), Protégez-vous (Canada), RusQuality (Russia), Stiftung Warentest (Germania), Test-Achats/Test-Ankoop (Belgio), UFC-Que Choisir (Francia), VKI – (Austria), Which? (Gran Bretagna) e ZPS (Slovenia).