Stop auto diesel e benzina, Greenpeace: “Troppo tardi il 2035, persa occasione d’oro”

Secondo l'associazione ambientalista, per consentire all’Europa di rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi lo stop dovrebbe avvenire entro il 2028. I governi hanno inoltre aperto la porta a un'ulteriore promozione di carburanti sintetici costosi e inefficienti e hanno previsto eccezioni sul phase-out delle auto di lusso

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Stop diesel e benzina

Si è tenuto nelle scorse ore in Lussemburgo un atteso Consiglio Ambiente dell’Unione Europea, durante il quale sono state trattate diverse tematiche fondamentali per il futuro ambientale del continente, come la decisione sulla data di stop alla vendita di auto a motore endotermico. Uno stop che secondo Greenpeace arriverebbe troppo tardi, visto che per consentire all’Europa di rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi questa operazione dovrebbe invece avvenire entro il 2028. I governi hanno inoltre aperto la porta a un’ulteriore promozione di carburanti sintetici costosi e inefficienti e hanno previsto eccezioni sul phase-out delle auto di lusso.

“Mettere fine alla vendita di nuove auto alimentate a combustibili fossili è la cosa giusta da fare, ma il 2035 è troppo tardi per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi e ci tiene ancora fortemente legati a una dipendenza dal petrolio “che finanzia le guerre e fa ricadere i costi economici sui consumatori”, dichiara Federico Spadini, campagna Trasporti di Greenpeace Italia. “L’Europa ha un disperato bisogno di decarbonizzare il settore dei trasporti, ma ieri i ministri europei hanno perso un’occasione d’oro. Ora sta ai singoli Paesi impegnarsi per ridurre l’uso dell’automobile, potenziare il trasporto pubblico e rendere più vivibili le città in cui potersi spostare in modo sostenibile”.