Tensioni in Medio Oriente, la catena della plastica europea è in crisi

La guerra in Medio Oriente sta avendo gravi ripercussioni sui mercati globali dell'energia e delle materie prime industriali: l'aumento dei prezzi del petrolio e del gas, combinato con la crescente volatilità dei mercati delle materie prime, sta provocando una crisi dell'intera catena di approvvigionamento europea di polimeri e materie plastiche. A dirlo è l'European Plastics Converters: "I convertitori di plastica europei potrebbero essere costretti a fermare o ridurre alcune produzioni, o addirittura a chiudere la propria attività"

plastica europea

L’attuale escalation delle tensioni in Medio Oriente, combinata con le questioni critiche che riguardano uno dei principali centri strategici del commercio globale di energia, sta avendo gravi ripercussioni sui mercati globali dell’energia, delle materie prime industriali e della plastica europea. A dirlo è l’European Plastics Converters (EuPC), l’associazione di categoria a livello europeo che rappresenta gli interessi dei trasformatori di materie plastiche.

Secondo il gruppo, l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas, combinato con la crescente volatilità dei mercati delle materie prime, sta avendo ripercussioni immediate sull’intera catena di approvvigionamento europea di polimeri e materie plastiche. Le aziende di conversione e lavorazione della plastica stanno segnalando una situazione di emergenza per i convertitori: si tratta di oltre 50mila imprese in Europa che impiegano più di 1 milione e 600mila persone e con un fatturato di oltre 300 miliardi di euro.

La crisi è caratterizzata da improvvisi aumenti dei prezzi delle materie prime plastiche, instabilità nella disponibilità delle forniture e aumento dei costi energetici e logistici, prevedibilità ridotta e difficoltà estreme nella pianificazione continua della produzione. “Data una tale estrema volatilità delle materie prime e dei prezzi dell’energia – commenta Benoit Hennaut, presidente dell’EuPC -, gli aumenti dei prezzi dovranno essere trasferiti lungo l’intera catena del valore della plastica“.

Possibili fermi, riduzioni e chiusure di attività

“Le aziende della catena di approvvigionamento – continua EuPC – stanno già operando con margini fortemente compressi e stanno vedendo una diminuzione della loro redditività, assumendo rischi finanziari significativi per garantire materiali essenziali per i settori strategici”. Secondo l’associazione, se i costi dei polimeri e dell’energia continuano ad aumentare, i convertitori di plastica europei potrebbero essere costretti a fermare o ridurre alcune produzioni, molte delle quali potrebbero rivelarsi essenziali per settori critici come la sanità, l’imballaggio, l’automotive, l’edilizia e le costruzioni e la produzione di energia.

Un altro serio rischio denunciato dal gruppo è che alcune aziende siano costrette a chiudere la propria attività, nel caso in cui la situazione continui a deteriorarsi e i convertitori di plastica siano lasciati da soli ad assorbire l’aumento dei costi delle materie prime. “Oggi – conclude EuPC – invitiamo tutti i politici e gli Stati europei a garantire un tetto ai prezzi dell’energia in Europa, come discusso nella riunione del Consiglio dell’Unione europea del 19 marzo 2026. Ma anche a utilizzare tutti gli sforzi diplomatici per fermare la guerra dell’energia in Medio Oriente”.

La transizione sullo sfondo della crisi della plastica europea

In questo scenario straordinario, la catena di approvvigionamento si trova di fronte a pressioni senza precedenti che minacciano di minare la redditività della catena del valore della plastica in Europa, in particolare le piccole e medie imprese. Come spiega l’associazione, a rendere la situazione ancora più critica è la difficile fase che sta attraversando il settore: tutte le parti interessate sono già profondamente impegnate nella transizione verso un’economia circolare, un processo complicato che richiederà significativi investimenti industriali e aggiornamenti tecnologici in tutta la catena di approvvigionamento nei prossimi anni.

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