Torino, 2 milioni per rendere le zone scolastiche verdi e sicure

La Giunta comunale candida al bando regionale “Città Rigenerative” quattro nuovi interventi nelle Circoscrizioni 1, 3, 4 e 8 nei pressi di alcune scuole. La proposta adotta i principi del depaving e della rigenerazione urbana: un percorso tra urbanistica tattica, zone 30 e verde urbano che prosegue le esperienze di via Lodovica, via Romita e via Cavagnolo

zone scolastiche Torino

Garantire sicurezza alle famiglie, ridurre la velocità delle auto e trasformare gli spazi antistanti le scuole in veri e propri luoghi di aggregazione di quartiere. La Giunta comunale di Torino, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di quattro nuove zone scolastiche.

L’opera è stata così candidata al bando regionale “Città Rigenerative” finanziato dal Fondo europeo di Sviluppo regionale (Fesr). L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria e rendere più ordinati, leggibili e funzionali gli spazi attorno alle scuole, in particolare davanti agli ingressi, dove nelle ore di entrata e uscita si concentrano pedoni, biciclette e veicoli.

Il piano, dal valore complessivo di 2 milioni di euro con un cofinanziamento della Città di circa 228mila euro, punta a ripensare l’intero percorso casa-scuola. La proposta non si limita alla semplice installazione di dissuasori o transenne, ma adotta i principi del depaving e della rigenerazione urbana. Gli interventi combineranno la moderazione del traffico attraverso nuove Zone 30 con l’ampliamento dei marciapiedi, l’inserimento di superfici filtranti capaci di gestire le acque piovane e la piantumazione di nuove alberature per mitigare le isole di calore.

Le strade attorno alle scuole verranno ripensati come spazi da vivere, oltre che da attraversare. “Non si tratta però di intervenire solo davanti all’ingresso – sottolinea Foglietta -, ma di ripensare l’intero percorso che i bambini fanno ogni mattina. La scuola è un punto in cui la città si incontra e lo spazio che la circonda deve essere all’altezza di questo ruolo: curato, verde, pensato per chi lo vive. Per questo abbiamo scelto di partire da qui”.

Questa strategia consolida un percorso già avviato da Torino con il progetto partecipato Assieme.It per percorsi casa-scuola sicuri e con le precedenti sperimentazioni finanziate dalla Regione. Tra i casi più emblematici figurano le piazze scolastiche già realizzate in via Lodovica, davanti alla scuola Santorre di Santarosa, in via Cavagnolo e in via Romita, dove la carreggiata è stata restituita ai pedoni e arricchita con verde e arredi urbani.

Le zone scolastiche di Torino interessate

I quattro nuovi ambiti d’intervento interesseranno innanzitutto la Circoscrizione 3, in particolare la scuola Battisti: in via Luserna di Rorà verrà realizzata una piazza scolastica rialzata con pavimentazione filtrante e alberi, a cui si affiancherà l’ampliamento dei marciapiedi e delle aiuole in via Vigone.

In Circoscrizione 4, in corrispondenza della scuola Passoni, la pedonalizzazione provvisoria di via Passoni diventerà permanente grazie a un nuovo filare di aceri. Verrà inoltre realizzata una pista ciclabile protetta in via Perazzo e un percorso-gioco per imparare a usare la bici nel giardino Fratelli Passoni.

Per quanto riguarda la Circoscrizione 8, poi, via Montevideo sarà riorganizzata come Zona 30 mediante stalli di sosta alternati per rallentare il traffico, integrando una corsia condivisa bici-auto collegata alla ciclabile di via Giordano Bruno e al polo universitario del Lingotto.

In Circoscrizione 1, infine, gli interventi riguarderanno la scuola Foscolo: agli incroci di corso Rosselli con via Piazzi e via Cassini il marciapiede verrà allargato e alberato, con la riprogettazione delle banchine per proteggere gli attraversamenti.

Con questa operazione Torino punta a inserire i tragitti scolastici nella rete della mobilità sostenibile definita dal Pums, connettendo gli ingressi delle scuole alle direttrici ciclabili cittadine e potenziando la sicurezza di studenti e residenti. Ora la parola passa alla Regione, che valuterà i progetti presentati dai Comuni su una dotazione complessiva di 30 milioni di euro.

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