Torino, acqua pubblica: il Consiglio comunale chiede più controlli su sprechi e qualità

La Sala Rossa ha approvato con 20 voti favorevoli e tre contrari una mozione sul servizio idrico gestito da Smat. Il documento richiama la gestione pubblica delle reti, il contrasto alle perdite e alla morosità, gli investimenti per l'efficienza e il monitoraggio di nuovi inquinanti, tra cui i Pfas

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Con 20 voti a favore e tre contrari, il Consiglio comunale di Torino ha approvato il 14 settembre un documento sul servizio idrico integrato e sulla gestione di Smat, presentato come prima firmataria da Anna Borasi. La mozione impegna la Giunta a intervenire nelle sedi dell’Ato 3 Torinese e dell’Assemblea dei Comuni soci di Smat su diversi aspetti della gestione della risorsa idrica.

Gestione pubblica e monitoraggio della morosità

Il documento impegna l’amministrazione a presidiare la natura pubblica del servizio idrico integrato, la titolarità pubblica e inalienabile delle reti e delle infrastrutture e la gestione senza scopo di lucro.

Viene inoltre indicata la volontà di mantenere il modello di affidamento in house providing e il controllo analogo pubblico su Smat, in coerenza con gli articoli 2 e 80 dello Statuto della Città e con l’esito del referendum del 2011.

Alla società viene chiesto di predisporre e condividere un report annuale sull’accesso all’acqua, sull’andamento della morosità e sulle attività di recupero dei crediti. Il documento dovrebbe comprendere anche i dati sui piani di rientro concessi e rispettati e sulle misure di sostegno disponibili per i nuclei familiari in condizioni di disagio economico.

Investimenti contro le perdite idriche

La mozione richiama inoltre la destinazione dell’80% degli utili di Smat, prevista dallo statuto e dalla convenzione, a investimenti destinati al contenimento delle perdite idriche, all’efficientamento energetico e alla trasformazione digitale della gestione degli acquedotti dell’Ato 3.

Tra gli obiettivi indicati figura anche il mantenimento della qualità dell’acqua erogata, con attenzione al monitoraggio di nuovi inquinanti, compresi i Pfas, anche alla luce dell’evoluzione della normativa europea.

Il documento chiede inoltre alla società di lavorare al progressivo avvicinamento a un livello del 25% di dispersione della risorsa idrica, anche attraverso iniziative di coinvolgimento della cittadinanza.

Protezione delle fonti e principio “chi inquina paga”

Un altro punto riguarda la protezione delle fonti di approvvigionamento, con una pianificazione delle aree di captazione, come pozzi e sorgenti, da sviluppare attraverso la collaborazione tra Regione, Arpa e Comuni. L’obiettivo indicato è rafforzare le aree di salvaguardia nelle quali possono essere introdotti vincoli per le attività potenzialmente inquinanti.

La mozione propone inoltre che Smat e Ato 3 Torinese analizzino le possibili modalità operative del principio “chi inquina paga”, previsto dalla Direttiva europea 2000/60/CE, in attesa degli atti delegati della Commissione europea e di pronunciamenti di Arera.

Informazione sull’uso responsabile dell’acqua

Infine, il documento chiede a Smat di intensificare le campagne di comunicazione e le attività formative sul consumo responsabile dell’acqua potabile, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul carattere limitato della risorsa.

Durante la discussione in aula sono intervenuti a sostegno del provvedimento, tra gli altri, Borasi, Santiangeli, Ciampolini, Busconi e Viale. Hanno espresso invece posizioni critiche i consiglieri De Benedictis e Russi.

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