La Consulta Mobilità ha trasmesso al Comune di Torino una linea guida per riprogettare i controviali cittadini, con l’obiettivo di trasformarli in spazi più sicuri, vivibili e accoglienti, dove pedoni e ciclisti abbiano la priorità sul traffico automobilistico. La proposta arriva dopo la morte di Nicolò, il bambino ucciso mentre era in bicicletta su un controviale condiviso, e punta a superare le criticità emerse dopo sei anni dalla prima sperimentazione.
Accanto alla richiesta di una revisione complessiva, la Consulta sollecita un confronto pubblico nelle sedi istituzionali. In particolare, chiede un’audizione urgente in Seconda Commissione consiliare, già richiesta da 20 giorni ma ancora senza risposta da parte dell’Amministrazione comunale.
Ripensare i controviali a misura di bambino
La Consulta ritiene che l’attuale configurazione dei controviali condivisi non garantisca condizioni di sicurezza adeguate, soprattutto per i più piccoli. Alla mancanza di una riduzione effettiva del traffico automobilistico si aggiungono, secondo il documento, l’assenza di interventi fisici per moderare la velocità e una segnaletica spesso inefficace.
La proposta è di riqualificare tutti i controviali di Torino, non soltanto quello in cui è avvenuto l’incidente mortale, trasformandoli in spazi pedonali e ciclabili, con aree verdi, materiali drenanti e luoghi di incontro e commercio. L’obiettivo non è necessariamente chiuderli alle automobili, ma eliminare il traffico di attraversamento, mantenendo gli accessi locali per garage, passi carrai, carico e scarico, persone con disabilità e mezzi di soccorso.
Tra le soluzioni indicate figurano la creazione di spazi a effettiva priorità ciclopedonale e l’introduzione di filtri modali per interrompere la continuità dei percorsi automobilistici, garantendo al tempo stesso quella dei collegamenti ciclabili. Le eventuali piste ciclabili separate dovrebbero inoltre assicurare protezione continua, incroci più visibili e velocità ridotte per le auto.
La Consulta richiama il principio della Vision Zero, secondo cui la sicurezza delle persone deve prevalere sulla fluidità del traffico. Per questo chiede al Comune un impegno concreto sugli obiettivi proposti e un confronto aperto con le diverse posizioni emerse nel dibattito cittadino.









