Ridurre la dipendenza dall’automobile, rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta e migliorare il trasporto pubblico. Sono gli obiettivi del documento che associazioni, comitati e realtà cittadine di Torino presenteranno all’Amministrazione comunale durante l’incontro con il Sindaco previsto per lunedì 19 ottobre 2026.
Le proposte puntano a trasformare progressivamente lo spazio urbano, mettendo al centro la sicurezza delle persone e la possibilità di scegliere modalità di spostamento sostenibili. In occasione dell’incontro, dalle 17.30 è previsto anche un presidio davanti alla scuola Fontana, in via Buniva 19. Intanto prosegue ogni mattina la cosiddetta ciclabile umana in corso Regina Margherita.
Sicurezza stradale e dipendenza dall’auto
Negli ultimi anni Torino ha registrato alcuni segnali positivi verso una mobilità più sostenibile, come mostrano i dati sull’utilizzo di alcune infrastrutture ciclabili. Secondo i promotori del documento, questi risultati confermano una domanda concreta e crescente di mobilità attiva, ma mettono anche in evidenza le disparità territoriali nella distribuzione delle infrastrutture.
Resta però elevato il livello di dipendenza dall’automobile. Nel 2025, secondo i dati di Mobilitaria citati nel documento, il tasso di motorizzazione torinese era pari a 822 automobili ogni 1.000 abitanti. A questo si aggiunge l’occupazione di quasi 9 milioni di metri quadrati di spazio urbano destinati alla sosta, una superficie superiore a quella di 1.200 campi da calcio.
Sul fronte della sicurezza, negli ultimi sei anni sulle strade della città sono morte ogni anno tra 16 e 31 persone. A queste vittime si aggiungono i feriti e gli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti e che, secondo i promotori, non sempre trovano riscontro nelle statistiche ufficiali.
L’insicurezza stradale viene indicata come uno dei principali ostacoli alla diffusione della mobilità attiva, con conseguenze sociali, sanitarie e ambientali. Per questo le associazioni chiedono di assumere la tutela della vita come criterio prioritario nelle decisioni sulla circolazione e sull’organizzazione dello spazio pubblico, seguendo i principi della Vision Zero, l’approccio che punta ad azzerare vittime e feriti sulle strade.
Tra gli obiettivi indicati c’è anche il diritto di bambine e bambini a muoversi in autonomia, a partire dai percorsi tra casa e scuola. Per i promotori, una città può essere considerata realmente sicura quando i più piccoli sono in grado di affrontare questi tragitti senza essere esposti a rischi.
La richiesta è quindi di ridistribuire lo spazio stradale, moderare la velocità dei veicoli, prevenire i comportamenti pericolosi e rafforzare i controlli, riconoscendo la strada come spazio pubblico condiviso.
Le cinque proposte per cambiare la mobilità a Torino
Il documento individua cinque priorità da affrontare nel breve periodo, partendo dal quartiere Vanchiglia con l’obiettivo di estendere gli interventi al resto della città.
1. Un progetto pilota in corso Regina Margherita entro dicembre
La prima proposta prevede la realizzazione, entro dicembre 2026, di un progetto pilota nel controviale di corso Regina Margherita, nel tratto compreso tra corso San Maurizio e il ponte Regina Margherita.
L’intervento dovrebbe essere accompagnato da un percorso di partecipazione e comprendere misure infrastrutturali per moderare il traffico, ridurre la velocità e scoraggiare l’utilizzo del controviale come alternativa agli assi principali di scorrimento.
2. Interventi su tutti i controviali cittadini
La seconda richiesta riguarda la definizione di un piano per estendere progressivamente gli interventi agli altri controviali di Torino, a partire da quelli con caratteristiche simili al tratto individuato per il progetto pilota.
L’obiettivo è superare una logica di interventi isolati e costruire un modello di moderazione del traffico applicabile su scala cittadina.
3. Sopralluoghi a piedi e in bicicletta nei quartieri
Le associazioni propongono di organizzare sopralluoghi congiunti nei quartieri, coinvolgendo cittadini, assessori e tecnici comunali. Le visite dovrebbero permettere di verificare direttamente le criticità della mobilità quotidiana e individuare gli interventi necessari.
Tra i problemi da affrontare figurano gli attraversamenti difficili, la manutenzione di marciapiedi e piste ciclabili, la scarsa visibilità, i cantieri che interferiscono con i percorsi pedonali e ciclabili, la sosta irregolare e i comportamenti di guida pericolosi.
4. Potenziare il trasporto pubblico
Per rendere efficace la riduzione del traffico automobilistico, il documento sottolinea la necessità di offrire alternative affidabili all’auto privata.
Le associazioni chiedono quindi che gli interventi sui controviali siano accompagnati da un potenziamento sostanziale del trasporto pubblico, con l’obiettivo di garantire un servizio più frequente e affidabile.
5. Più controlli e ausiliari del traffico
La quinta proposta riguarda il rafforzamento della presenza di personale dedicato alla sicurezza stradale, soprattutto a tutela degli utenti più vulnerabili.
In attesa degli interventi strutturali, i promotori chiedono controlli più frequenti e un’azione dissuasiva contro i comportamenti che compromettono la sicurezza, tra cui il superamento dei limiti di velocità, la sosta sulle piste ciclabili, sui marciapiedi e in prossimità degli attraversamenti pedonali, oltre alla sosta in doppia fila.
Obiettivi verificabili e confronto con la cittadinanza
Per le realtà promotrici, le proposte devono tradursi in impegni concreti da parte dell’Amministrazione. Il documento chiede che agli obiettivi generali siano associati scadenze, responsabilità, risorse economiche e indicatori verificabili, accompagnati dalla pubblicazione di dati che consentano di valutare annualmente i risultati raggiunti.
Le associazioni riconoscono che la trasformazione della mobilità richiede interventi infrastrutturali e un cambiamento culturale, ma ritengono necessario accompagnare questo processo con un confronto strutturato con la cittadinanza e una comunicazione pubblica chiara.
Nel documento, i promotori dichiarano la propria disponibilità a collaborare con il Comune e a sostenere le misure coerenti con l’obiettivo di una mobilità più sicura e sostenibile.
Le associazioni e i comitati promotori
Il documento è promosso da Comitato Vanchiglia Insieme, FIAB Torino Bike Pride, FIAB Torino Bici & Dintorni, Fridays for Future Torino, Giustizia Climatica Ora! (Kontiki), Extinction Rebellion Torino, Comitato Torino Respira, Consiglio d’Istituto dell’I.C. Gino Strada, ACMOS, Piedibus Barriera – Aurora, Circolo Legambiente Molecola, Toroller Collective e Future Parade Torino.



