La foresta urbana di Torino è un’infrastruttura naturale che contribuisce alla qualità ambientale e alla resilienza climatica della città. Il suo valore è stato al centro di una seduta della Commissione Ambiente, guidata da Amalia Santiangeli, durante la quale i tecnici dell’Ipla hanno illustrato le prospettive legate alla misurazione dei crediti di carbonio e dei servizi ecosistemici.
L’obiettivo è superare una gestione del verde basata esclusivamente sui costi di manutenzione, considerando anche i benefici ambientali, sociali ed economici prodotti dagli alberi e dalle superfici naturali. Una valutazione più articolata può contribuire a migliorare la rendicontazione ambientale e a orientare gli investimenti per la tutela e lo sviluppo del patrimonio verde.
Una foresta urbana che copre il 37% del territorio
Secondo i dati illustrati durante la Commissione, la foresta urbana torinese interessa il 37% del territorio comunale e comprende oltre 900mila alberi, considerando sia gli esemplari pubblici sia quelli privati. Di questi, circa 419mila sono alberi pubblici, mentre le superfici boscate si estendono per 953 ettari.
Il valore economico complessivo dei servizi ecosistemici generati da questa infrastruttura naturale è stimato in circa 250 milioni di euro. I benefici comprendono lo stoccaggio del carbonio atmosferico, la protezione idrogeologica, la rimozione degli inquinanti e la regolazione delle temperature urbane.
Queste funzioni assumono particolare importanza in una città esposta agli effetti delle ondate di calore e degli eventi meteorologici intensi. Il verde urbano, oltre a migliorare la qualità degli spazi pubblici, contribuisce infatti a mitigare alcuni degli impatti ambientali legati alla densità degli insediamenti.
Dai crediti di carbonio ai servizi ecosistemici
Nel corso dell’incontro, i tecnici di Ipla hanno evidenziato la necessità di affiancare alla valutazione del carbonio una lettura più ampia dei servizi ecosistemici. Il modello proposto considera infatti diverse funzioni del patrimonio naturale, dalla qualità dell’aria alla tutela della biodiversità, passando per la gestione sostenibile delle acque meteoriche e la mitigazione degli effetti del clima in ambito urbano.
La misurazione di questi benefici può offrire criteri più trasparenti per documentare il contributo del verde alla città e costruire le basi tecniche per eventuali meccanismi di valorizzazione economica. Il passaggio è rilevante anche per la programmazione degli interventi: conoscere meglio i servizi prodotti dagli ecosistemi permette di valutarne il ruolo nelle strategie di adattamento climatico.
Alberi e ombra contro le isole di calore
Tra gli ambiti di applicazione individuati rientrano la creazione di nuovi corridoi ecologici, la realizzazione di infrastrutture verdi, l’ampliamento dei parchi e gli interventi per contrastare le isole di calore.
Un esempio concreto riguarda la capacità delle alberature di ridurre le temperature superficiali. I dati riportati nel corso dell’approfondimento indicano valori che possono passare da 47 °C nelle aree esposte direttamente al sole a 28 °C nelle zone ombreggiate.
La differenza evidenzia il ruolo della copertura arborea nel migliorare il comfort termico degli spazi urbani, soprattutto durante i periodi più caldi. La foresta urbana diventa così una componente delle politiche cittadine per la resilienza climatica e la salute pubblica, oltre che un patrimonio da conservare e sviluppare nel tempo.



