Umbria, il nuovo piano rifiuti punta a ridurre il ricorso alle discariche

L’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca difende la revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti dalle contestazioni dei sindaci di centrodestra. Secondo le stime della Regione, il nuovo documento garantirebbe una volumetria residua di circa 150.000 metri cubi al 2035, contro un deficit di 40.000 metri cubi previsto dal piano della precedente Giunta Tesei. Tra gli obiettivi dichiarati, ridurre il ricorso alle discariche, superare l’incenerimento e rafforzare prevenzione, riuso e riciclo

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La revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti dell’Umbria è al centro del confronto tra la Regione e alcuni sindaci di centrodestra, che hanno sollevato dubbi sulla fattibilità della proposta. In una dichiarazione diffusa il 19 ottobre 2026, l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha ribadito la necessità di discutere nel merito le scelte contenute nel documento, a partire dalla gestione delle discariche e dal futuro degli impianti.

Secondo De Luca, il nuovo piano consentirebbe di evitare ulteriori ampliamenti delle discariche rispetto a quelli già deliberati nel 2022 e di contenere il conferimento dei rifiuti in questi impianti. L’assessore ha inoltre espresso l’intenzione di superare il ricorso all’incenerimento, indicando nella prevenzione, nel riuso, nel riciclo e nel recupero le priorità della strategia regionale.

Discariche, il confronto tra il nuovo piano e quello precedente

Uno dei principali elementi del confronto riguarda la capacità residua delle discariche. Secondo i dati riportati da De Luca, l’aggiornamento del piano regionale prevede al 2035 una volumetria disponibile di circa 150.000 metri cubi, mentre il documento approvato dalla precedente Giunta Tesei stimava un deficit di 40.000 metri cubi.

L’assessore attribuisce il peggioramento delle previsioni anche a due fattori: il conferimento nel 2024 di ulteriori 50.000 tonnellate di rifiuti, che secondo la sua ricostruzione sarebbe avvenuto in contrasto con la normativa e con la pianificazione, e il rinvio ad agosto 2029 dell’entrata in funzione degli impianti previsti. Quest’ultima scelta, sostiene De Luca, avrebbe determinato il conferimento di circa 300.000 tonnellate aggiuntive.

La Regione punta quindi a ridurre la quantità di rifiuti destinati alle discariche senza prevedere ulteriori ampliamenti rispetto a quelli già approvati nel 2022. Tra gli impianti interessati dalle precedenti autorizzazioni, De Luca cita Le Crete, Belladanza e Borgo Giglione, precisando che i rispettivi ampliamenti sono stati autorizzati in seguito alla delibera regionale 2/2022 della precedente amministrazione.

Economia circolare e 3,5 milioni per i centri di raccolta

La strategia illustrata dall’assessore si basa sulla gerarchia europea nella gestione dei rifiuti, con priorità alla prevenzione della produzione, al riuso e al riciclo, seguiti dal recupero. L’obiettivo dichiarato è accompagnare la regione verso un modello di economia circolare limitando, al tempo stesso, i costi economici e ambientali a carico dei cittadini.

Tra gli interventi citati da De Luca figura un bando da 3,5 milioni di euro destinato al potenziamento e alla realizzazione di centri di raccolta comunali.

L’assessore ha inoltre richiamato la necessità di introdurre la tariffazione puntuale e nuovi sistemi di gestione, con l’obiettivo di rendere più equa la ripartizione dei costi e prevenire aumenti ingiustificati della Tari. Nel confronto con i sindaci, ha condiviso anche l’esigenza di monitorare la qualità delle frazioni raccolte e la capacità degli impianti di riciclo.

CSS nei cementifici di Gubbio, il nodo dei combustibili alternativi

Un altro punto contestato riguarda l’utilizzo del combustibile solido secondario (CSS) nei cementifici del territorio eugubino. De Luca ha criticato la posizione contraria espressa dall’amministrazione comunale di Gubbio rispetto alla sostituzione del CSS attualmente importato da Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna con quello prodotto in Umbria.

Secondo l’assessore, i cementifici di Gubbio sono autorizzati a utilizzare fino a 100.000 tonnellate di CSS, una quantità superiore a quella prevista dal nuovo piano. La proposta regionale, ha spiegato, punta a costruire una filiera pubblica e regionale che consenta di verificare e monitorare la qualità del combustibile e di ridurne progressivamente l’utilizzo.

De Luca ha inoltre criticato le iniziative del Governo nazionale in materia ambientale, sostenendo che il decreto Ambiente in preparazione introdurrebbe ulteriori semplificazioni nell’impiego del CSS. Rivolgendosi al sindaco di Gubbio, Fiorucci, ha indicato nella proposta regionale un percorso di transizione che prevede l’introduzione progressiva di combustibili alternativi, tra cui l’idrogeno, in sostituzione del pet coke e, in prospettiva, dello stesso CSS.

Il procedimento autorizzativo per Le Crete

La discarica Le Crete resta uno dei punti più controversi del confronto. De Luca ha ricordato che l’ampliamento dell’impianto, così come quelli di Belladanza e Borgo Giglione, deriva dalle decisioni assunte dalla precedente Giunta regionale con la delibera 2/2022. Per Le Crete, ha precisato, è attualmente in corso un iter autorizzativo che, secondo la sua ricostruzione, riguarda esclusivamente gli aspetti tecnici.

L’assessore ha avvertito che un intervento volto a ostacolare o bloccare la procedura di PAUR (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) potrebbe essere impugnato davanti agli organi giudiziari e generare contenziosi legali ed economico-finanziari a carico dei cittadini umbri.

La posizione della Regione, ha concluso De Luca, è mantenere la discarica come soluzione residuale, entro i limiti stabiliti dall’Unione europea, riducendo il ricorso allo smaltimento e puntando sul rafforzamento delle attività di prevenzione, riciclo e recupero.

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