Un anno di ‘Quartier Circolare – giovani protagonisti del cambiamento’, e che cambiamento!

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QUARTIER CIRCOLARE – Giovani protagonisti del cambiamento”. Questo è il nome del progetto, realizzato nel contesto di Mindchangers Project (www.mindchangers.eu) e co-finanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Piemonte, che in dodici mesi è riuscito ha formare 30 giovani sulle tematiche di eco-cittadinanza attiva generando iniziative creative e innovative di economia circolare e sviluppo sostenibile in risposta ai bisogni del territorio. Un progetto che nei fatti ha rivoluzionato la Circoscrizione 5 del Comune di Torino. Sono così tante le attività svolte da questi ragazzi che è difficile davvero raccontarle tutte. Per questo e per capire quale è l’eredità che il progetto lascia sul territorio abbiamo intervistato Ester Graziano (Associazione LVIA) coordinatrice del progetto Quartier Circolar.

Con la fine del 2022 si conclude anche il progetto Quartier Circolare ma in realtà non è proprio così…

Infatti le cose belle che ci portiamo nel 2023 sono i frutti che alcuni giovani del progetto continueranno a portare avanti. Risultati ottenuti dall’esperienza concreta svolta con Quartier Circolare. Solo per fare alcuni esempi il prossimo anno vedrà la nascita nella Circoscrizione 5 di una rassegna cinematografica su tematiche ambientali che si svolgerà nell’hub di comunità delle Fonderie Ozanam e che confluirà nel programma di Cinemambiente OFF 2023. Oppure la prosecuzione del progetto EsausTo – vincitore de “la sfida delle idee” – che darà la possibilità ai cittadini di Madonna di Campagna di migliorare la loro raccolta differenziata attraverso il conferimento di olio esausto da cucina andando proprio a posizionare un punto permanente di conferimento in un territorio escluso da questo tipo di raccolte grazie a una partnership con Amiat Gruppo Iren e MPoli (azienda piemontese di recupero e smaltimento oli esausti).

Oltre ad azioni concrete, i ragazzi che hanno partecipato a Quartier Circolare si portano nel 2023 un bagaglio importante composto da nuove amicizie e contatti nati intorno alla progettazione di attività sulle tematiche ambientali di eco-cittadinanza attiva. Senza dimenticare le amicizie nate con i ragazzi senegalesi di Mbao, dove si svolge l’altra parte del progetto. Consentendo di fatto di sviluppare l’altro asse importante del progetto che prevedeva l’apertura di un dialogo tra i giovani del Senegal e giovani italiani partendo da tematiche ambientali per poi affrontarne di altre come quello musicale, dell’educazione e della promozione della cultura giovanile.

Quindi è filato tutto liscio o c’è stata qualche difficoltà?

Come sempre accade delle criticità ci sono state e sarebbe strano il contrario. Forse la più importante e allo stesso stesso tempo sfidante è stata la fase di scouting curata da Legambiente Metropolitano, che ci ha visti impegnati nella ricerca di 30 ragazzi che avrebbero poi dovuto impegnarsi per 12 mesi con attività progettate quasi esclusivamente da loro. Può sembrare una attività banale ma vi assicuro che non lo è perché attivare e far nascere il protagonismo giovanile da zero, tra ragazzi che a conti fatti non si conoscevano, richiede molta energia. Molto probabilmente a darci una mano sono stati proprio i temi affrontati dal progetto che hanno fatto da collante e tenuto insieme un gruppo eterogeneo di giovani e di esperienze.

Un altro aspetto positivo del progetto è stato quello di dare la possibilità ad alcuni ragazzi di uno scambio culturale tra l’Italia e il Senegal. Ovviamente avremmo voluto dare questa possibilità a tutti i ragazzi ma non è stato possibile e quindi solo due ragazze hanno intrapreso questo viaggio verso Mbao. Un viaggio che, a loro giudizio, le ha cambiate e arricchite nella visione scoprendo un nuovo mondo. Come le nostre due ragazze sono andate in Senegal anche due giovani del Senegal sono venuti da noi a Torino. Promuovendo uno scambio e una contaminazione anche con il resto dei ragazzi coinvolti nel progetto.

Insomma uno scambio in piena regola. Ma qualche differenza tra Torino e Mbao c’è?

La loro visita è coincisa con la Mbao Fest, un momento importante per la comunità senegalese dove al centro c’è l’amore, la cura per il proprio territorio e verso tutti i componenti della comunità con un occhio di riguardo per i più piccoli, a cui si passa il testimone per trasformarli a loro volta in custodi della comunità e dell’ambiente che li circonda. Questa esperienza ha evidenziato alle nostre ragazze le differenze che esistono tra il nostro concetto di comunità e quello osservato a Mbao e, dispiace dirlo, il nostro ne esce molto ridimensionato. Il racconto che ci hanno fatto le ragazze è proprio quello di una comunità che si prende cura dei più piccoli attraverso l’attivazione di una ampia rete sociale ed educativa. Pendono per mano i più piccoli e attraverso lo sport, l’arte e la musica li insegnano ad amare, a valorizzare e a prendersi cura del territorio. Settimanalmente, per esempio, si organizzano in grandi e imponenti pulizie ambientali soprattutto sulle coste dove l’oceano ogni giorno restituisce alla terra quantità mostruose di rifiuti. E non tutti, anzi una minima parte, provengono da Mbao. Ma loro non demordono mai. Ovviamente questa non sarà e non è stata un esperienza isolata e già dal 2023 proveremo ad aumentare gli scambi culturali tra Torino e Mbao.

Il progetto Quartier Circolare in un solo anno ha messo in campo una infinità di attività che è quasi difficile raccontarle tutte ma quale è il segreto?

Non c’è nessun segreto. È una metodologia di lavoro in cui noi di noi Lvia crediamo e che ci porta tutte le volte a creare dei partenariati forti ed eterogenei, così da permettere ai ragazzi di formarsi con solide competenze. Alla base c’è la voglia di far confrontare i ragazzi sulla base delle idee che maturano all’interno del gruppo o di sottogruppi. E infine l’attivazione dei ragazzi sul territorio così da mettere in pratica concretamente quello che hanno imparato.

Ovviamente non è sempre scontato il risultato, nei progetti di protagonismo giovanile il metodo è una parte importante del percorso ma, secondo me, è l’attenzione che si dedica ai ragazzi a fare davvero la differenza. Le relazioni sono alla base di tutto, e noi ci mettiamo un pizzico di professionalità che non guasta.