Gli ambienti urbani che offrono condizioni favorevoli agli impollinatori sono anche ambienti più sani, vivibili e resilienti per le persone. È questo il messaggio al centro del report La città degli impollinatori: più spazio alla natura, più benessere per le persone realizzato da Wwf in occasione della decima edizione di Urban Nature 2026: il Festival della natura in città, che si svolgerà in oltre 100 piazze italiane nel weekend del 3 e 4 ottobre. Alla realizzazione del report su api e città ha contribuito anche Isde Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, che parteciperà all’evento.
Le città ospitano una biodiversità spesso sorprendentemente ricca, costituita da numerose specie vegetali e animali, tra cui gli impollinatori, organismi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi e per la produzione di molti degli alimenti da cui dipendiamo. Secondo la ricerca, la presenza di comunità abbondanti e diversificate di impollinatori è generalmente associata ad ambienti urbani ricchi di vegetazione, con una maggiore disponibilità e qualità di habitat, minori livelli di inquinamento e una più elevata capacità di adattarsi agli effetti della crisi climatica.
L’importanza di api e impollinatori in città
Le stesse caratteristiche che favoriscono gli impollinatori in città – presenza di alberi, prati e fiori, suoli permeabili e una migliore qualità ambientale – contribuiscono anche a migliorare il benessere e la salute delle persone. Oltre il 75% delle principali colture alimentari mondiali dipendono, in misura parziale o totale, dall’impollinazione animale, un servizio ecosistemico essenziale che garantisce la produzione e la qualità di molti degli alimenti che arrivano ogni giorno sulle nostre tavole.
Eppure, questi preziosi alleati stanno vivendo un declino senza precedenti: a livello europeo, infatti, quasi il 40% dei sirfidi, il 15% delle farfalle e il 10% delle api selvatiche registrano popolazioni in costante contrazione. Le principali cause del loro declino sono collegabili alla perdita e frammentazione degli habitat, all’intensificazione agricola, all’uso di pesticidi, all’inquinamento e agli effetti della crisi climatica.
Di fronte a questa emergenza, Wwf propone il modello della “Città degli impollinatori”: una visione che considera gli spazi urbani come parte di una vera e propria rete ecologica. Parchi, prati fioriti, alberature, orti urbani, balconi e tetti verdi sono habitat preziosi sia per gli impollinatori sia per contribuire a rendere le città più fresche, resilienti, meno inquinate e più vivibili per le persone.
Il report sottolinea come ogni scelta, pubblica e privata, conti e possa avere un effetto moltiplicatore: la riduzione dell’uso dei pesticidi, la scelta di specie vegetali autoctone e diversificate, la presenza di fioriture distribuite lungo l’anno, il mantenimento di aree naturali e seminaturali e la creazione di piccoli habitat diffusi sono interventi che, se integrati tra loro, possono rafforzare la biodiversità urbana e migliorare la qualità degli ambienti per i cittadini.
Non solo api e città: gli Spazi Natura Wwf
Di fronte alle opportunità che si presentano per migliorare la qualità di vita e il benessere delle persone con la tutela e l’incremento della natura in città, Wwf risponde da anni con gli Spazi Natura Wwf, un fondo che si pone come obiettivo quello di riportare la natura al centro della vita delle persone, creando nuove gemme di biodiversità nei luoghi in cui oggi sono più necessarie: scuole, strutture sanitarie, spazi pubblici e privati, strutture ricettive, aziende, istituti penitenziari e altri contesti urbani ad alta fragilità ambientale e sociale.
Non solo api e città: grazie a iniziative come le Oasi urbane, le Aule Natura, le Oasi in Ospedale, Wwf si impegna a far tornare il verde nelle vite umane, rafforzando la biodiversità urbana a favore delle persone, in particolare delle categorie più fragili. Presso gli stand di Urban Nature i volontari distribuiranno i vasetti di miele “Il miele si fa cura” prodotto da apicoltori impegnati nella conservazione della biodiversità e nella protezione degli impollinatori selvatici.
Nature Restoration Law
Il messaggio di Urban Nature si inserisce anche nel percorso di attuazione della Nature Restoration Law che, all’articolo 8, stabilisce obiettivi specifici per il ripristino degli ecosistemi urbani riconoscendo il ruolo del verde e della natura in città anche nelle strategie di adattamento alla crisi climatica. Aumentare e migliorare il verde urbano, la copertura arborea e gli habitat naturali può contribuire a ridurre l’effetto “isola di calore”, migliorare la qualità dell’aria, ridurre il consumo e l’impermeabilizzazione di suolo, tutelare gli impollinatori e rendere le città più sicure, sane e resilienti secondo l’approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale e degli ecosistemi.
Il Regolamento stabilisce una tabella di marcia chiara: nessuna perdita netta di verde urbano e di copertura arborea entro il 2030 rispetto ai livelli del 2024 e un incremento progressivo a partire dal 2031. Wwf chiede a Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Regioni e Comuni di attuarla senza ritardi, mettendo a disposizione degli enti locali dati aggiornati e risorse adeguate.
Urban Nature 2026
Sarà possibile partecipare alle iniziative locali, organizzate dalla rete di volontari Wwf e dalle associazioni amiche Anms, Isde, Ispra, Aiig, Apid, Acp, Aigae, Orti Botanici e altre associazioni locali. Tra gli appuntamenti in programma, anche gli aperitivi scientifici organizzati da Wwf Young nella serata di venerdì 2 ottobre.
Ragazzi e famiglie potranno inoltre scoprire il valore della natura in città prendendo parte ad attività outdoor, laboratori didattici, passeggiate naturalistiche, eventi nei musei scientifici e tante altre iniziative. L’evento è patrocinato da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Ispra e Anms.











