Venerdì 16 ottobre, sciopero per il clima in tutta Italia

Venerdì 16 ottobre giornata di sciopero in tutta Italia con il ritorno del climate strike, stavolta segnato dai venti di guerra e da un'estate dal caldo record a causa della crisi climatica. Fridays For Future, movimenti climatici, associazioni e comitati locali per la difesa delle città dalle speculazioni saranno in strada "contro la rassegnazione". Ecco l'elenco delle principali città che hanno risposto alla chiamata

Venerdì 16 ottobre, sciopero per il clima in tutta Italia

Venerdì 16 ottobre giornata di sciopero in tutta Italia con il ritorno del climate strike, stavolta segnato dai venti di guerra e da un’estate dal caldo record a causa della crisi climatica. Fridays For Future, movimenti climatici, associazioni e comitati locali per la difesa delle città dalle speculazioni saranno in strada “contro la rassegnazione”.

Nel documento di convocazione si legge: “Scendiamo in piazza perché non ci rassegniamo. Non ci rassegniamo a un governo che ci invita ad abituarci al clima caraibico mentre annuncia di aumentare le estrazioni di gas e petrolio in Italia. Non ci rassegniamo ai titoli di giornale che raccontano che non c’è più niente da fare, perché abbiamo superato la soglia degli 1.5°C. Non ci rassegniamo all’ecoansia, che ci fa sentire il peso del mondo sulle spalle mentre le compagnie fossili accumulano extra-profitti a ogni crisi geopolitica. Siamo stati lasciati ad affrontare questa Emergenza da sol3. Manifestiamo perché non siamo sol3. Il caldo e gli eventi estremi di quest’estate hanno reso ancora più evidente la gravissima situazione in cui ci troviamo. I governi pensano a fare guerre e profitti con armi e petrolio mentre in Europa si stimano più di 30mila morti dovute al caldo estivo”.

Quest’estate in Europa abbiamo visto 35.000 morti in eccesso per le ondate di calore e solo nei prossimi mesi si stimano circa 450 mila morti per il Super El Niño: siamo in emergenza climatica.

I governi in tutto il mondo, dopo anni di campagne contro attivist3 e a favore di chi causa la crisi climatica, ora non hanno parole per giustificarsi di fronte agli eventi meteorologici estremi che devastano i nostri territori.

Prima non c’è acqua e si muore di caldo, poi ce n’è troppa e si muore travolti dalle alluvioni. Siamo arrabbiat3 e preoccupat3 per le persone intorno a noi, quelle a cui vogliamo bene, le più fragili.

Le nostre città sono diventate invivibili per tre mesi all’anno e, nonostante il solito negazionismo antiscientifico e deresponsabilizzante, tutt3 abbiamo chiaro che non possiamo stare a guardare mentre continuano le colate di cemento.

Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione, e luoghi di giustizia sociale e climatica, pianificate con chi le abita.
La presenza capillare di spazi verdi e spazi naturali urbani è probabilmente una delle differenze più rilevanti fra la città presente e la città futura.
Ridare spazio al suolo naturale, alla creazione di corridoi ecologici e alle aree umide significa offrire alla collettività benessere e servizi dal valore ecologico ed economico enormemente superiore a quelli provocati dal suolo sigillato.
Eppure il governo ha affossato il Piano di Ripristino della Natura.

Nessun paese occidentale è preparato ad affrontare le conseguenze della catastrofe che sta avanzando, e mentre l’europa brucia e i paesi del Sud Globale vengono sommersi, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano, mentre frena lo sviluppo delle alternative democratiche come le CERS.

E mentre il governo italiano, detentore del 33% delle azioni di Eni, si dimentica degli extraprofitti dell’azienda petrolifere, in cambio di un falso tetto sul prezzo dei carburanti, le guerre per petrolio e gas devastano il nostro pianeta e minacciano la libertà dei popoli in tutto il mondo foraggiate anche dal nostro riarmo.

Ci sono delle gravissime responsabilità, chi sta distruggendo il nostro pianeta deve pagare. Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato.

Non chiederemo il permesso, ma continueremo ad organizzarci costruendo e realizzando manifestazioni e pratiche alternative.

Il 16 ottobre ci mobilitiamo per manifestare in molte città italiane.

QUESTO CLIMA NON È VITA

Ecco gli orari delle manifestazione nelle principali città:

  • Bologna – corteo: Piazza Maggiore h 10:00; presidio: Piazza Nettuno h.18
  • Genova – presidio: ore 17.30 Largo Eros Lanfranco 1
  • Firenze – presidio: via Cavour h 11 (con GKN)
  • Forlì – flashmob Piazza Saffi h 20:15; assemblea pubblica Salone Comunale h. 20.45
  • Roma – Piramide h 17:00
  • Milano – Piazza della Scala h 17:30
  • Monza – Piazza Trento h 15:00
  • Pisa – corteo:Piazza Guerrazzi h 9:00; presidio: Piazza XX Settembre h 18:00
  • Roma – Piramide h 17:00
  • Taranto – via di Palma – Arsenale h 9:00;
  • Torino – corteo: Palazzo Nuovo h 9:30; presidio: Piazza Palazzo di Città h:18
  • Trapani – Piazza Vittorio Emanuele h 9:00
  • Trieste – presidio: Piazza della Borsa h 17:00

Piazze autorganizzate:

  • Cremona – stazione h 8.30 (organizzata da Corrente Zeta)
  • Gorizia – circolo Arci Gong, proiezione “There is no Planet B”, h21 (con Legambiente)
  • Livorno – Piazza Cavour h 9:00 (organizzata da sindacato USB, orti urbani Livorno)
  • Padova – assemblea climatica (organizzata da CSO Pedro)
  • Reggio Emilia – concentramento Conad le Querce ore 16:30, nuovo concentramento a Piazza Prampolini ore 17:30 (organizzata da Bosco Ospizio RE, XR RE)

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