Investire nell’adattamento climatico rafforza la competitività europea

L'adattamento agli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico dei settori agricolo, energetico e dei trasporti aiuterebbe l'Europa ad evitare miliardi di euro di perdite. Allo stesso tempo, aumenterebbe la competitività del Vecchio Continente. A dirlo è l'ultimo briefing pubblicato dall'Agenzia europea dell'ambiente (Eeb)

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L’adattamento agli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico dei settori agricolo, energetico e dei trasporti aiuterebbe l’Europa ad evitare miliardi di euro di perdite. Allo stesso tempo, aumenterebbe la competitività del Vecchio Continente. A dirlo è l’ultimo briefing pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eeb).

I tre settori in questione sono altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici e l’Europa è il continente che si riscalda più velocemente. Gli effetti del cambiamento climatico sono già ampiamente presenti e l’accelerazione di alcuni eventi meteorologici estremi, come inondazioni, siccità, ondate di calore e incendi, costa ai Paesi europei tra i 40 e i 50 miliardi di euro all’anno.

Divario di investimenti di oltre 100 miliardi di euro all’anno

Gli investimenti necessari ad un adattamento adeguato dell’Europa, secondo l’Eeb, dovrebbero essere compresi tra 53 e 137 miliardi di euro all’anno, entro il 2050 e ne servirebbero tra i 59 e i 173 all’anno entro il 2100, a seconda che la temperatura media aumenti di 1,5°C, 2°C o di 3°C rispetto alle temperature preindustriali. Gli attuali livelli di finanziamento impegnati in questi settori sono invece stimati in soli 15-16 miliardi di euro l’anno e i fondi provengono principalmente dal settore pubblico nazionale e regionale.

L’Agenzia sottolinea che l’Ue ha registrato perdite economiche annuali di circa 40-50 miliardi di euro all’anno tra il 2021 e il 2024 a causa di eventi meteorologici estremi, per un totale di 822 miliari di euro nel periodo 1980-2024. I costi stanno aumentando e visto che queste cifre rappresentano solo le perdite dirette, la somma dei costi totali è chiaramente più alta.

Ritorno sull’investimento per la protezione del clima

Investire nell’adattamento climatico offre dei benefici, oltre al semplice evitare perdite da eventi estremi: ad esempio adattarsi ai crescenti rischi di inondazioni costiere nell’Ue genererebbe 6 euro per ogni euro investito, secondo uno studio della Commissione europea. Un altro studio, a livello globale, del World Resources Institute, ha concluso che ogni dollaro americano investito nell’adattamento può portare oltre 10,50 USD di benefici in un periodo di 10 anni e rendere rendimenti medi del 27% per progetto.

Quando si discutono i benefici dell’adattamento climatico sono rilevanti due concetti, sottolinea l’Eeb:

  • Il concetto di doppio dividendo: ridurre i rischi climatici non solo protegge le persone, le infrastrutture e le economie dai danni creati dagli impatti climatici (dividendo di adattamento), ma aiuta anche a ridurre le emissioni di gas serra o aumenta la sostenibilità (dividendo di mitigazione). Ad esempio, nel caso di soluzioni basate sulla natura, il ripristino delle zone umide protegge sia dalle inondazioni che immagazzina CO2.
  • Il concetto di triplo dividendo: non solo evitare perdite, ma anche sbloccare il potenziale economico e generare co-benefici per lo sviluppo, come illustrato nelle figure 1 e 2.

“La questione è chiara – dice l’Eeb – investire ora per rendere l’agricoltura, l’energia e i trasporti resilienti al clima contribuirebbe alla competitività dell’Europa e aiuterebbe ad affrontare altre sfide, come la sicurezza alimentare”.

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