Recupero alimentare, al via il Donometro per i pubblici esercizi

Nasce un nuovo strumento per combattere lo spreco alimentare nell'industria alberghiera. Dopo lo Sprecometro, Last Minute Market per la campagna Spreco Zero lancia il Donometro, la nuova frontiera del recupero solidale: trasformare le eccedenze dell'Horeca in risorsa contro la povertà alimentare. Lo strumento è stato presentato lo scorso 19 gennaio al Sigep World

Donometro

Recuperare la moltitudine delle piccole eccedenze alimentari: è questo l’obiettivo del Donometro, il nuovo progetto della campagna Spreco Zero di Last Minute Market, spin off accademico dell’Università di Bologna nato nel 1998 per combattere lo spreco alimentare. Lo strumento è stato presentato ufficialmente lo scorso 19 gennaio al Salone internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione artigianale e Caffè (Sigep World), l’evento internazionale di riferimento del Foodservice.

Il Donometro nasce per colmare un vuoto strutturale nel sistema del recupero solidale: quello delle piccole e diffuse eccedenze alimentari dei pubblici esercizi come bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie, un anello della filiera ancora largamente inesplorato. Utilizzando le eccedenze dell’Horeca, il settore dell’industria alberghiera, accrescerebbero così le iniziative di contrasto alla povertà alimentare nel nostro Paese, rispondendo alla crescente domanda di cibo da parte delle reti solidali.

Il progetto mette a disposizione degli imprenditori del settore uno strumento semplice, rapido e operativo per facilitare la donazione delle eccedenze ancora perfettamente consumabili, superando le difficoltà organizzative, burocratiche e logistiche che spesso frenano la disponibilità a donare ma anche a organizzare la raccolta da parte degli enti solidali.

Il Donometro mette in connessione i pubblici esercizi e gli enti del Terzo Settore, creando una rete virtuosa contro lo spreco alimentare. In modo semplice e intuitivo, gli esercizi possono caricare anche piccole eccedenze alimentari, consentendo alle associazioni di organizzare in maniera efficiente la raccolta e la redistribuzione degli alimenti alle persone che ne hanno bisogno.

Attraverso la piattaforma, ancora non attiva, è inoltre possibile monitorare tutti gli alimenti recuperati e rendicontare l’impatto ambientale positivo generato, in termini di sprechi evitati e risorse risparmiate. In un contesto in cui milioni di persone faticano ad accedere a un’alimentazione adeguata, recuperare il cibo già prodotto è una delle azioni più efficaci, rapide e sostenibili. Con il Donometro, il mondo dell’Horeca diventa protagonista di questa sfida, trasformando ogni eccedenza in un gesto concreto di responsabilità e cura.

Gli interventi durante il lancio del Donometro

Dopo lo Sprecometro, il Donometro rappresenta un’evoluzione naturale e necessaria – commenta Andrea Segrè, direttore dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher e fondatore della campagna Spreco Zero –. Se lo Sprecometro aiuta cittadini e famiglie a misurare e prevenire lo spreco domestico, il Donometro interviene in un settore strategico come l’Horeca, dove il valore del cibo è altissimo e lo spreco può trasformarsi rapidamente in risorsa sociale. Il Sigep era il luogo giusto per lanciare questo progetto, perché qui si incontrano eccellenza produttiva, professionalità e responsabilità”.

“Il Donometro – interviene Giorgio Segrè, project manager di Sprecometro e Donometro – rappresenta per la mia generazione un passaggio importante: traduce un impegno culturale di lunga data in uno strumento concreto, quotidiano, capace di parlare il linguaggio dell’innovazione e dell’impatto sociale. Vedere il mondo dell’Horeca diventare protagonista di una rete solidale, in cui anche una piccola eccedenza può fare la differenza, è il segno che il cambiamento è possibile quando si mettono insieme competenze, tecnologia e senso civico. Il Donometro non è solo una piattaforma: è un modo nuovo di prendersi cura del cibo e delle persone, guardando al futuro con responsabilità”.

Alla presentazione ha partecipato anche Carlotta Fabbri, in rappresentanza dell’azienda Fabbri 1905, che ha sostenuto e promosso il progetto: “Siamo orgogliosi di partecipare al Donometro e di aver contribuito a lanciarlo proprio in questa occasione. È un progetto che ha trovato la chiave giusta per rendere possibile la donazione delle eccedenze in modo concreto e pratico. In Fabbri 1905 siamo da sempre molto attenti a questi temi e crediamo che il valore del cibo vada tutelato fino all’ultimo”.

Fondamentale anche il supporto del mondo della ristorazione organizzata. “Per Fipe – spiega Luciano Sbraga, vicedirettore generale della Federazione italiana pubblici Esercizi – il cibo non è una merce qualunque ma un condensato di valori culturali, sociali e ambientali che si contrappongono nettamente a qualsiasi forma di spreco. Esiste una rete diffusa di piccole imprese che vorrebbe donare, ma fatica a farlo per mancanza di strumenti adeguati. Il Donometro risponde a questa esigenza: è veloce, facile, pratico. Ed è proprio ciò di cui il settore ha bisogno per rendere anche una piccola donazione una pratica ordinaria e non un’eccezione”.

Articolo precedenteCattura della CO₂, Italia terza in Europa per stoccaggio annunciato al 2030
Articolo successivoGenova e riciclo della plastica, installazioni urbane e dati sulla raccolta differenziata