PlasticsEurope, l’associazione dei produttori europei di plastica, sollecita le autorità europee ad attuare “un’azione politica decisiva per stabilizzare e mettere in sicurezza la produzione, l’innovazione e la circolarità delle plastiche in Europa, prima che ulteriori capacità, investimenti e know-how vadano perduti in modo irreversibile”.
L’occasione è stata lo European Industry Summit dell’11 febbraio, in cui è stato diffuso l’appello firmato dal presidente di PlasticsEurope, Rob Ingram, e dalla direttrice, Virginia Janssens, (nella foto): il documento sottolinea le difficoltà in cui versa l’industria della plastiche europea, che ha visto ridursi la sua quota di mercato dal 22% al 12% in vent’anni, a fronte di una produzione in crescita a livello mondiale, che non è dovuta “a una riduzione della domanda, bensì allo spostamento degli investimenti verso aree più competitive”.
Secondo PE “una maggiore dipendenza dalle importazioni espone l’Europa a interruzioni di fornitura, rischi geopolitici e standard globali disomogenei. In un settore ad alta intensità di capitale come il nostro, gli impianti, una volta chiusi, raramente riaprono, e con essi si disperdono gli ecosistemi dell’innovazione”.
L’associazione chiede quindi di agire subito e declina le priorità dell’intervento:
• Colmare il divario europeo sui costi di energia e carbonio, anche attraverso un uso efficace dei proventi ETS per mantenere la produzione economicamente sostenibile durante la transizione.
• Fornire un quadro regolatorio prevedibile, “investment-ready” e tecnologicamente neutro, che comprenda anche regole chiare sul contenuto di riciclato, così da abilitare decisioni di investimento di lungo periodo.
• Stimolare la domanda di plastiche circolari e a basse emissioni prodotte in Europa, anche tramite appalti pubblici e incentivi basati sulla responsabilità estesa del produttore (EPR).
• Assicurare un mercato interno solido e funzionante per la circolarità, con regole armonizzate di cessazione della qualifica di rifiuto, spedizioni intra-UE dei rifiuti semplificate e condizioni neutrali rispetto a materiali e tecnologie per abilitare poli della circolarità su larga scala.
• Garantire regole commerciali eque e applicate in modo coerente e trasparenza di mercato, comprese tutele contro sovracapacità globali e dumping, e un monitoraggio robusto dei dati di import/export per i rifiuti plastici.
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