Il docufilm “Non c’è un Pianeta B” premiato in Svezia come Best Climate Film

La pellicola diretta da Francesco Cavalli e Diego Zicchetti conquista il riconoscimento al Luleå International Film Festival. Prodotto da Gruppo Icaro e AICA con il sostegno di Ricrea, il film racconta la crisi climatica attraverso il plogging e l’esperienza di “Keep Clean and Run”

“Non c’è un Pianeta B” Best Climate Film

Il cinema ambientale italiano ottiene un riconoscimento internazionale con la vittoria del premio Best Climate Film al Luleå International Film Festival per il docufilm “Non c’è un Pianeta B – salvare il mondo correndo”.

Il film, diretto da Francesco Cavalli e Diego Zicchetti, è prodotto da Gruppo Icaro e AICA, con il sostegno di Ricrea.

La pellicola nasce come evoluzione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale di e con Roberto Cavallo, portando sul grande schermo il tema della crisi climatica attraverso l’esperienza di Keep Clean and Run, la più lunga azione di plogging al mondo, ovvero la corsa durante la quale si raccolgono rifiuti.

Raccontare la crisi climatica attraverso lo sport

Il docufilm utilizza il linguaggio dello sport come strumento narrativo per affrontare l’urgenza ambientale, combinando divulgazione scientifica e dimensione emotiva. Il plogging diventa così una metafora concreta di responsabilità individuale e collettiva.

Secondo i registi, il riconoscimento ottenuto in Svezia dimostra come la narrazione ambientale possa superare i confini nazionali quando unisce rigore e coinvolgimento.

Il ruolo dell’economia circolare

Il sostegno di Ricrea evidenzia l’importanza del riciclo come leva concreta nella lotta al cambiamento climatico. Il consorzio ricorda come l’acciaio sia un materiale riciclabile all’infinito e come la valorizzazione degli imballaggi rappresenti un elemento chiave dell’economia circolare.

Per Domenico Rinaldini, il premio conferma che la sostenibilità, se comunicata con competenza e passione, può contribuire a generare consapevolezza e cambiamento.

Anche Emanuela Rosio sottolinea come il riconoscimento internazionale rafforzi il ruolo della comunicazione ambientale quale strumento culturale e sociale nella sfida climatica.

Il successo del docufilm in un festival internazionale dedicato al cinema indipendente e ai temi ambientali rappresenta un ulteriore segnale dell’interesse crescente verso produzioni capaci di coniugare arte, impegno civile e divulgazione scientifica.

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