La circolarità nella moda non è più un’opzione, ma una vera e propria leva strutturale di competitività industriale. È questo il messaggio centrale del Monitor for Circular Fashion Report 2025/2026 – Transform to perform: leverage circularity for fashion’s future, l’analisi di SDA Bocconi School of Management giunta alla sesta edizione.
Il Monitor si conferma come punto di riferimento per l’analisi della transizione circolare nel settore Textile, Clothing, Leather & Footwear (TCLF), mettendo in dialogo imprese, istituzioni e innovatori tecnologici. Dal lavoro condotto insieme alle 27 aziende partecipanti al Monitor, che rappresentano complessivamente circa 100.000 collaboratori e 28 miliardi di euro di fatturato, offrono una fotografia concreta della trasformazione in corso: “la circolarità non è più sperimentazione o storytelling, ma una licenza per operare“.
Il Report 2025/2026 evidenzia come il nuovo quadro normativo europeo – dall’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) alla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), fino a tracciabilità, reporting e Digital Product Passport (DPP) – stia accelerando la trasformazione nel settore, pur restando urgente un maggiore coordinamento e armonizzazione a livello europeo. Tra i principali elementi che emergono nel Report:
- Progetti concreti e misurabili: anche quest’anno, le aziende del Monitor hanno trasformato la circolarità in iniziative operative lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, supportate da KPI verificabili, per rendere la sostenibilità credibile e rilevante. Tra i progetti presentati: Nova: the evolution of a Star (Ferragamo, insieme a RadiciGroup, Conceria Antiba, ICEC); Closing the T2T recycling loop (Oscalito e Musthad); DuckCare (Save The Duck); Easy Zip (Save The Duck e YKK); Furoshiki Wool – (Vibram e Manteco); Second Flow (YKK e Deda Stealth):
- Modelli di business prevalenti: sustainable inputs, durabilità, life extension ed end-of- life solutions si confermano le direttrici oggi più diffuse e con maggiore potenziale di crescita.
- Digital Product Passport: il DPP emerge come infrastruttura chiave per compliance normativa, trasparenza e nuovi modelli di valore, abilitando la gestione dei dati lungo la filiera.
- Intelligenza artificiale: cresce il ruolo dell’IA nel supportare la gestione di filiere complesse. Le applicazioni oggi più diffuse riguardano e-commerce e produzione, ma l’AI si afferma anche come leva per tracciabilità, analisi dei dati e gestione della compliance in mercati internazionali e prodotti complessi.
- Barriere all’adozione dell’IA: nonostante il potenziale riconosciuto, costi elevati e carenza di competenze specialistiche frenano l’implementazione di strategie strutturate.
- Competenze come fattore abilitante: upskilling e reskilling sono condizioni imprescindibili della transizione. In questo quadro si inserisce anche un workshop condotto dal team di ricerca del Monitor nell’ambito della EU Textiles EcosystemPlatform, lanciata dalla CommissioneEuropeaper supportare gli attori dell’ecosistema tessile verso maggiore sostenibilità, digitalizzazione, competitività e resilienza, offrendo spazi di networking, confronto e collaborazione tra imprese, istituzioni e stakeholder.
Il workshop ha visto la partecipazione di 51 stakeholder provenienti da tutta Europa tra imprese, PMI, associazioni di categoria, istituzioni formative e organizzazioni di supporto. La discussione ha messo in luce gravi carenze di competenze digitali e green nel settore, in particolare in ambiti quali intelligenza artificiale, strumenti 3D, sistemi automatizzati, ecodesign e materiali sostenibili, oltre a un diffuso fabbisogno di competenze trasversali.
È emersa con forza la necessità di profili professionali ibridi, capaci di integrare saperi artigianali, alfabetizzazione digitale e consapevolezza normativa, nonché di percorsi formativi modulari, pratici e accessibili, soprattutto per le PMI. I risultati del workshop hanno costituito una solida base empirica per la definizione della Strategia europea per le competenze TCLF, che guiderà l’attuazione del Transition Pathway attraverso priorità concrete su formazione, inclusione, competitività e coordinamento delle politiche a livello europeo e nazionale.
Come sottolinea Francesca Romana Rinaldi, Direttrice del Monitor for Circular Fashion di SDA Bocconi: “Il futuro della moda passa dalla capacità di collaborare lungo tutta la filiera: progettare prodotti più durevoli, estendere la vita dei prodotti valorizzando rifiuti-risorsa pre e post – consumo, rendere le filiere tracciabili e innovare le catene del valore attraverso modelli di business del riuso e del riciclo. In questo contesto, tecnologia e competenze diventano leve strategiche di competitività.”
In questa prospettiva, il Monitor for Circular Fashion non si limita all’analisi, ma contribuisce attivamente alla definizione di una roadmap legislativa e industriale per accompagnare le imprese nella transizione circolare. Accanto ai progetti di circolarità, le aziende del Monitor hanno rinnovato il Circular Fashion Manifesto e contribuito al Joint Position Paper rivolto ai policy maker europei, con raccomandazioni su ecodesign, gestione dei rifiuti tessili, impatto sociale e ruolo delle tecnologie. Completa il lavoro del Monitor C-Factor, l’iniziativa dedicata alle startup di moda circolare, che rafforza il collegamento tra innovazione emergente e industria e favorisce la scalabilità delle soluzioni più promettenti.











