Nasce l’Alleanza di Città e Paesi d’Italia intorno al Mare contro la plastica monouso. Il progetto mira a coinvolgere in particolare i Comuni costieri contro l’indiscriminata diffusione della plastica usa e getta, “con una chiamata alla responsabilità individuale e collettiva. Insieme cittadini, istituzioni, enti del terzo settore a difesa della salute del mare e dell’uomo”, recita una nota dei promotori.
La dispersione di plastica nei mari del Pianeta, che ammonta secondo le stime più recenti a circa 10 milioni di tonnellate all’anno, colpisce anzitutto l’immaginario collettivo per la perdita di bellezza, ma determina anche l’ingresso di micro e nanoplastiche nelle catene alimentari. “Un fenomeno tanto più accentuato quanto maggiore ne è la sua causa primaria – spiega l’Alleanza – ovvero la eccessiva produzione di plastiche monouso, e loro conseguente dispersione e frammentazione nell’ambiente”.
L’Alleanza contro la plastica monouso è frutto del confronto maturato durante Fuorisalone 2025, l’evento dedicato al mare che a Rimini riunisce l’associazionismo ecologico ogni anno, anticipando Ecomondo. Promossa da enti del terzo settore e associazionismo non profit nell’ambito del progetto “Naturalità dell’ambiente per la salute umana, e non solo”, l’Alleanza ha tra i primi protagonisti e aderenti i Comuni di Rimini e Vasto. Essi stessi quali presidi naturali e testimoni diretti delle trasformazioni in atto nei mari e negli oceani, stanno a loro volta coinvolgendo altre amministrazioni italiane, a partire da quelle costiere intorno alla Penisola.
A meno di 4 anni dal limite temporale per il raggiungimento dagli obiettivi dell’Agenda 2030, il cui obiettivo 14 recita “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”, la missione del progetto è informare direttamente i consumatori sulla necessità di operare scelte responsabili a difesa della propria salute: riducendo l’utilizzo di prodotti confezionati in plastiche monouso per lo più iperprocessati e anche poco salutari, in particolare tra i giovani, diffondendo consapevolezza sui problemi causati dall’overpackaging, anticipando pratiche e strategie intese a riduzione e riuso, previste anche dal Regolamento Europeo sugli Imballaggi recentemente pubblicato.
L’insieme di azioni positive organizzate dall’Alleanza dei Comuni costieri, avrà un ruolo centrale nella diffusione della campagna di comunicazione di pubblica utilità, chiara e responsabile. La scelta del consumatore è lo strumento più efficace per determinare il gradimento di un prodotto. È compito dell’ente pubblico favorire scelte consapevoli: alimenti più sani, contenitori riutilizzabili e comportamenti quotidiani sostenibili ma allo stesso tempo semplici da perseguire.
Tra le azioni previste dal progetto, c’è la realizzazione di un decalogo che suggerisce e contamina. Si tratta di un disciplinare condiviso per la tutela ambientale attraverso la promozione di comportamenti semplici ed efficaci. Buone pratiche chiare, per un decalogo illustrato e tradotto anche in inglese, sarà esposto in spazi naturali e balneari e promosso gratuitamente, attraverso una sorta di pubblicità progresso, dai media e social media.
Fondamentale è il contributo di ISDE, Associazione Italiana Medici per l’Ambiente che, col coinvolgimento degli Ordini dei Medici e in collaborazione coi promotori dell’Alleanza, realizza e distribuisce schede informative sui rischi legati al ricorso eccessivo alla plastica, dalla dispersione di micro e nanoplastiche al rilascio di additivi e coformulanti: facili, illustrate e tradotte in varie lingue, le schede sono destinate all’esposizione nelle sale d’attesa degli studi medici, ambulatori e ospedali. Il messaggio, ai fini della prevenzione, intende rafforzare la consapevolezza sanitaria dei pazienti/utenti nelle strutture sanitarie.
Due le azioni esemplari sulle quali vi sarà comune impegno della catena solidale, con la sostituzione, grazie ad alternative sostenibili, degli strumenti più utilizzati nella pesca, che impattano negativamente sulla salute del mare con conseguenze sulla catena alimentare: le cassette in polistirolo per il pescato e le reti/calze in polietilene per la mitilicoltura.
Il comitato scientifico di “Naturalità dell’ambiente per la salute umana, e non solo” è composto da: Enzo Favoino (Coordinatore Scientifico di Zero Waste Europe), Maria Grazia Petronio (vicepresidente dei Medici per l’Ambiente – ISDE) insieme a Franco Borgogno e Manuela Fabbri per APS Basta Plastica in Mare Network e Raffaella Giugni direttore generale di Marevivo, con Franco Sacchetti (architetto ambientalista e illustratore) quale coordinatore operativo a cui si aggiunge un ampio partenariato che include Tuscany Environment Foundation, Spesa Sballata, CI.TANGE, etc. Il tutto, con il sostegno e la partecipazione dei Comuni di Rimini e Vasto, già impegnati in buone pratiche di riduzione del monouso.











