Il recente aumento del prezzo del gas, in risposta all’escalation della guerra in Medio Oriente e all’interruzione di una parte consistente dell’approvvigionamento globale di Gnl, evidenzia quanto sia insostenibile la dipendenza dell’Italia dal gas. A dirlo è Beatrice Petrovich, senior energy analyst presso il think tank Ember, in un post su Linkedin.
Secondo Petrovich, l’aumento dei prezzi può avere un impatto anche sui prezzi dell’elettricità. “L’entità di tale impatto dipenderà dalla durata della crisi – spiega l’esperta -. I paesi che utilizzano maggiormente il gas nel loro mix energetico, come l’Italia, saranno quelli più colpiti. Nel 2025 il 47% della produzione elettrica italiana proveniva dal gas, la quota più alta nell’Unione europea dopo Irlanda e Malta”.
In pochi giorni, infatti, il costo della produzione di elettricità delle centrali termoelettriche a gas in Italia è salito dai 93 euro/MWh dello scorso 27 febbraio ai 143 euro/MWh del 3 marzo (+55%). L’impennata del prezzo del gas ha già aggiunto quasi il doppio del costo che le centrali a gas pagano per inquinare, che corrisponde a circa 27 euro/MWh. “Nel mezzo dei dibattiti sul costo del carbonio che aumenta i prezzi dell’elettricità – continua Petrovich -, questo è un doloroso promemoria del fatto che la volatilità del costo dei combustibili fossili ha un impatto molto maggiore“.
La risposta italiana al problema gas non è sufficiente
L’analista sostiene che piani come quello italiano, ossia di rimborsare il costo del carbonio alle centrali a gas, non proteggono i consumatori dai mercati delle materie prime altamente volatili e dai picchi di prezzo. “Il sollievo a breve termine offerto dal decreto bollette è tutt’altro che garantito e non rappresenta certamente una soluzione a lungo termine al problema del caro bollette. Rischia invece di essere controproducente, aumentando l’incertezza e rallentando gli investimenti”.
Petrovich conclude indicando la strategia da seguire: “Solo investendo nelle energie rinnovabili, nelle batterie, nella flessibilità della domanda e nell’elettrificazione è possibile costruire una resilienza duratura, diversificando il mix energetico italiano e riducendo la dipendenza dai costosi combustibili fossili”.












