Rinnovabili, seguendo il Pniec risparmierebbe 17 miliardi annui di spesa energetica

Secondo l'analisi Teha l'Italia importa ancora il 73,9% del fabbisogno energetico e il gas forma il prezzo dell'elettricità per il 63% delle ore. C'è stata un'importante accelerazione delle fonti rinnovabili che però dovrebbero arrivare a 101,9 GW di installato complessivo al 2030, 29 Gw in meno rispetto al target previsto dal piano nazionale dell'energia, il Pniec, ovvero 131 Gw

Rinnovabili, seguendo il Pniec risparmierebbe 17 miliardi annui di spesa energetica

L’Italia, grazie al Pniec, potrebbe risparmiare 17 miliardi annui sulla spesa energetica e creare più di 60mila nuovi posti di lavoro rimuovendo i colli di bottiglia che oggi frenano lo sviluppo delle rinnovabili nel Paese. È quanto sostiene lo studio di Teha Group “Rinnovabili e competitività: scenari, impatti e priorità per l’Italia”, commissionato da oltre 50 aziende spagnole del settore energia e presentato l’11 giugno a Roma dalla Camera di commercio di Spagna in Italia.

Secondo l’analisi, l’Italia importa ancora il 73,9% del fabbisogno energetico e il gas forma il prezzo dell’elettricità per il 63% delle ore. C’è stata un’importante accelerazione delle fonti rinnovabili: la capacità installata è passata da +1,7 Gigawatt nei 4 anni 2019-2022 a +7,2 Gw nel solo 2025. Ma le rinnovabili a questa velocità dovrebbero arrivare a 101,9 GW di installato complessivo al 2030, 29 Gw in meno rispetto al target previsto dal piano nazionale dell’energia, il Pniec, ovvero 131 Gw.

Colmare questo divario secondo lo studio potrebbe comportare un risparmio di circa 9 miliardi di euro sul costo dell’energia elettrica all’ingrosso; una riduzione della spesa di 2 miliardi circa per le quote di emissione Ets, e un’altra di 2 miliardi di euro legata alle minori importazioni di gas naturale. Teha Group stima inoltre in 3 miliardi di euro il beneficio sociale legato alle mancate emissioni di Co2, per un totale intorno ai 17 miliardi di euro all’anno.

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