Il 17 marzo il Consiglio europeo ha dato parere positivo su alcune novità importanti che riguardano la nuova Strategia Ue per una bioeconomia competitiva e sostenibile entro il 2040, promuovendo l’uso di biosoluzioni e soluzioni circolari in tutti i settori pertinenti, come alternative prive di combustibili fossili.
Nelle sue conclusioni il Consiglio accoglie con favore la strategia proposta dalla Commissione Ue, adottata il 27 novembre 2025 e considerata “un passo tempestivo ed essenziale per rafforzare la competitività, la resilienza, la prosperità e la sostenibilità dell’Europa”. Bruxelles inoltre “appoggia l’aumento dell’innovazione e di misure a sostegno degli investimenti in biosoluzioni sostenibili, tra cui approvazioni più rapide e norme semplificate, nonché azioni globali di primo piano in materia di bioeconomia”.
“Creare una domanda prevedibile di materiali e tecnologie sostenibili a base biologica è essenziale per sbloccare gli investimenti privati” prosegue la nota del Consiglio, secondo cui c’è “la necessità di individuare e rafforzare i settori ad alto potenziale“. Questi, definiti mercati guida, “non dovrebbero essere limitati a quelli elencati nella strategia Ue per la bioeconomia (ad esempio plastiche, sostanze chimiche, prodotti da costruzione e concimi a base biologica), ma potrebbero anche essere estesi ad ulteriori settori, tra cui le calzature e i prodotti tessili, la carta o la bioeconomia blu (ad esempio l’uso di alghe e spugne)”.
Secondo recenti relazioni, sottolinea Bruxelles, l’Ue è ampiamente autosufficiente per quanto riguarda l’approvvigionamento di biomassa (pari a circa il 90%), ma occorre garantire un approvvigionamento di biomassa sostenibile, essenziale per la sostenibilità economica a lungo termine della bioeconomia. Il Consiglio invita gli Stati membri a utilizzare la biomassa in tutte le catene del valore in un modo efficiente sotto il profilo delle risorse che salvaguardi l’ambiente, nonché a promuovere l’uso di sottoprodotti, rifiuti organici e residui (biomassa secondaria).
La bioeconomia europea sostiene quasi un posto di lavoro su dodici in tutta l’Ue, occupando 17,1 milioni di persone. Nel 2023 il suo valore totale è stato stimato in 2.700 miliardi di euro e viene considerata il settore che cresce più rapidamente nell’Unione, salvaguardando nel contempo l’ambiente e sostenendo la circolarità.











