Un appello rivolto ai decisori europei per rafforzare il ruolo del biometano nelle politiche energetiche e industriali. Il 25 marzo 2026, a Bruxelles, diverse realtà industriali europee, tra cui il settore cartario rappresentato da Assocarta, hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta sul biometano.
L’iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di accelerare la diffusione di questa fonte energetica nel quadro della transizione verso un sistema a basse emissioni.
Il ruolo del biometano nel sistema energetico europeo
Secondo i firmatari, il biometano può contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂, al rafforzamento dell’indipendenza energetica e alla stabilità dei costi per le imprese.
In Europa la produzione attuale di biogas e biometano si attesta a circa 22 miliardi di metri cubi (bcm), con un potenziale di crescita indicato anche dagli obiettivi europei, tra cui il target di 35 bcm entro il 2030 previsto dal piano REPowerEU.
Il contesto resta caratterizzato da una forte dipendenza energetica: l’Unione europea importa ancora circa il 90% del gas consumato.
Industria e costi energetici
Nel documento viene evidenziato come l’industria europea stia affrontando un aumento dei costi energetici e del carbonio, con effetti sulla produzione in alcuni settori.
Il biometano viene indicato come una soluzione scalabile e compatibile con le infrastrutture esistenti, in grado di offrire un contributo immediato nei comparti ad alta intensità energetica, tra cui quello cartario.
Secondo Assocarta, il biometano rappresenta già una componente integrata nel mix energetico del settore, anche attraverso accordi di collaborazione con il Consorzio Italiano Biometano (CIB).
Collegamento con l’economia circolare
Oltre all’uso energetico, il biometano è associato a processi di economia circolare, grazie alla produzione di sottoprodotti come il digestato e la CO₂ biogenica.
In Europa si producono circa 25 milioni di tonnellate di digestato all’anno, mentre la cattura di bio-CO₂ raggiunge circa 1,17 milioni di tonnellate, pari a circa il 14% della domanda europea di CO₂ commerciale.
Questi flussi sono considerati rilevanti anche in relazione alle dinamiche del mercato dei fertilizzanti e alle criticità legate alle forniture energetiche.
Le priorità indicate nella Dichiarazione
La Dichiarazione individua una serie di azioni per favorire lo sviluppo del settore. Tra le principali:
- il riconoscimento del biometano negli obiettivi climatici ed energetici europei;
- la riduzione delle barriere amministrative per certificazione e commercio;
- il sostegno agli investimenti attraverso incentivi e strumenti finanziari;
- l’armonizzazione dei sistemi nazionali di supporto;
- il miglioramento dell’accesso alle infrastrutture con procedure autorizzative semplificate.
Un settore in evoluzione
L’appello delle industrie europee si inserisce in un contesto di trasformazione del sistema energetico, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il biometano viene indicato come una delle opzioni disponibili per accompagnare la transizione energetica, in particolare nei settori industriali più difficili da decarbonizzare.











