Valle d’Aosta, raccolta differenziata al 71,7% ma crescono scarti e impurità

All’Ecoforum di Legambiente del 26 marzo 2026 emerge un quadro in chiaroscuro per la gestione dei rifiuti valdostani: la raccolta differenziata supera il 71% e Aosta rientra tra le realtà premiate, ma la qualità dei materiali conferiti resta un nodo aperto, con impurità elevate soprattutto nella plastica e quantitativi pro capite ancora superiori alla media nazionale

Aosta TARI email Aosta agevolazioni Tarip 2025 Valle d’Aosta raccolta differenziata

La Valle d’Aosta migliora nella raccolta differenziata, ma resta sotto osservazione sul fronte della qualità dei conferimenti. È questo uno degli elementi emersi durante l’Ecoforum per l’economia circolare promosso da Legambiente, che ha fatto il punto sul sistema regionale dei rifiuti mettendo in evidenza sia i progressi sia le criticità ancora aperte.

Nel 2024 la raccolta differenziata regionale ha raggiunto il 71,71%, in aumento di 2,3 punti rispetto all’anno precedente. Il dato, però, si accompagna a una produzione complessiva di 79.750 tonnellate di rifiuti, pari a oltre 650 chili pro capite all’anno, un valore superiore sia alla media italiana sia a quella del Nord Italia.

Più differenziata, ma quantità ancora elevate

Nel corso dell’incontro, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta ha sottolineato che il 2024 è stato anche un anno record per il turismo, con 1,4 milioni di arrivi e quasi 4 milioni di presenze, fattore che contribuisce ad aumentare la produzione complessiva di rifiuti. Secondo l’associazione, però, questo elemento non basta da solo a spiegare i numeri regionali.

Per questo motivo viene indicata la necessità di rafforzare le politiche di riduzione dei rifiuti e di affiancare ai dati sulla popolazione residente un ragionamento sugli abitanti equivalenti, così da leggere in modo più aderente l’impatto di turismo e seconde case.

Per Legambiente non conta solo la percentuale

Uno dei temi centrali emersi all’Ecoforum riguarda il rapporto tra quantità raccolte e qualità del materiale avviato a riciclo. Secondo Legambiente, la percentuale di raccolta differenziata resta un indicatore importante, ma il parametro decisivo è il riciclo netto, in relazione ai target europei del 55% entro il 2025, del 60% nel 2030 e del 65% nel 2035.

Nel dibattito è stato osservato che alcuni sistemi di raccolta considerati più comodi, come i cassonetti stradali o interrati, possono ridurre la capacità di selezione e incidere negativamente sulla qualità delle frazioni raccolte.

Il nodo delle impurità, soprattutto nella plastica

Dal lato impiantistico, i dati illustrati da Enval mostrano un incremento della raccolta differenziata, passata dal 65,3% del 2021 al 74,9% al 31 dicembre 2025 secondo i dati di impianto. Tutti i sub-ATO risultano sopra il 70%, mentre il Comune di Aosta supera l’80%.

Resta però il problema della qualità dei materiali conferiti. Nelle analisi merceologiche, la carta presenta circa il 10% di frazioni estranee, mentre per gli imballaggi plastici e metallici la quota di impurità parte dal 32% e arriva fino al 48% nei cassonetti seminterrati. In pratica, in alcune raccolte quasi metà del materiale non corrisponde alla frazione attesa.

Anche il vetro mostra livelli di impurità tali da collocare spesso la Valle d’Aosta nelle fasce meno favorevoli dei corrispettivi consortili. Inoltre, nell’indifferenziato oltre il 50% del contenuto risulterebbe ancora teoricamente recuperabile.

Aosta tra gli esempi premiati

Nel corso dell’Ecoforum sono stati premiati i sub-ATO valdostani che hanno superato il 65% di raccolta differenziata, soglia minima prevista dalla normativa. Tra questi figurano il Sub-ATO B Grand Combin e Mont Emilius, il Sub-ATO E Mont-Rose e Walser, il Sub-ATO D Mont-Cervin ed Évançon e il Comune di Aosta.

Il Comune ha rivendicato l’attenzione al riciclo netto, agli appalti con criteri ambientali minimi, agli investimenti sul fotovoltaico e al lavoro sulle comunità energetiche, insieme all’obiettivo di rafforzare l’educazione ambientale e aprire entro fine maggio il nuovo centro del riuso Seconda chance.

Tariffe, osservatorio e qualità della raccolta

Nel confronto emerso durante l’iniziativa, l’associazione Valle Virtuosa ha chiesto maggiore continuità nei lavori dell’Osservatorio rifiuti e più trasparenza sul sistema tariffario e sui ritorni economici dei consorzi di filiera. Da parte dei consorzi, Conai ha ricordato che nel 2024 la Valle d’Aosta ha conferito quasi 14 mila tonnellate di imballaggi, ricevendo circa 2,4 milioni di euro di corrispettivi, con valori procapite superiori alla media nazionale.

È stato però ribadito che i contributi dipendono in misura crescente dalla qualità della raccolta: più il materiale è pulito, maggiore è il corrispettivo riconosciuto ai territori.

Articolo precedenteConai, Assemblea consorziati l’11 maggio a Milano