Plastica, prezzi raddoppiati: filiera sotto pressione e rischio stop

Il comunicato diffuso il 1° aprile 2026 da Unionplast segnala un rapido peggioramento delle condizioni del settore, tra aumenti dei costi delle materie prime, difficoltà negli approvvigionamenti e possibili ripercussioni sulla produzione industriale

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La filiera delle materie plastiche si trova in una fase di crescente difficoltà, con un aumento rapido dei costi e criticità nella disponibilità delle materie prime. Nel comunicato diffuso il 1° aprile 2026, Unionplast evidenzia come, a distanza di due settimane da un primo allarme, la situazione si sia ulteriormente aggravata.

Aumenti dei prezzi e tensioni sui mercati

Secondo quanto riportato, i mercati stanno registrando una escalation dei prezzi definita fuori scala, con incrementi che in alcuni casi superano il raddoppio rispetto ai livelli di inizio anno. Parallelamente, si stanno intensificando le difficoltà legate agli approvvigionamenti, con una riduzione della disponibilità di materiale che si sta trasformando in una condizione di shortage.

Questa dinamica è collegata al peggioramento delle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare nell’area mediorientale, che incidono sui flussi globali di energia e materie prime.

Rischi per la produzione industriale

Nel comunicato, il presidente di Unionplast, Massimo Centonze, sottolinea come il settore non si trovi più in una fase di semplice volatilità, ma in una condizione di criticità crescente. Tra i rischi indicati vi è una possibile riduzione della capacità produttiva, con effetti su diversi comparti industriali.

Le imprese di trasformazione, in particolare, si trovano ad affrontare difficoltà operative e finanziarie, legate alla impossibilità di pianificare la produzione, alla riduzione dei margini e al rischio di fermo degli impianti per mancanza di materia prima.

Impatto lungo la filiera

Unionplast richiama l’attenzione sul ruolo della filiera della plastica, che coinvolge settori come packaging alimentare, medicale, automotive ed edilizia. Le criticità evidenziate potrebbero quindi propagarsi lungo tutta la catena del valore, con effetti sull’industria e sui consumatori.

Nel documento si segnala la necessità di un monitoraggio continuo dei mercati, di misure a sostegno della liquidità delle imprese e di interventi per garantire la continuità degli approvvigionamenti, alla luce della rapidità con cui la situazione sta evolvendo.

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