Guerra in Iran, per le compagnie petrolifere 81,4 milioni di euro al giorno

Dall’inizio della guerra in Iran, le compagnie petrolifere nell’Unione europea hanno realizzato 81,4 milioni di euro di extra-profitti al giorno grazie all’impennata dei prezzi dei carburanti, guadagnando nel complesso circa 2,5 miliardi di profitti in più nel solo mese di marzo rispetto al periodo gennaio-febbraio 2026. È quanto emerge dallo studio di Greenpeace Germania, che analizza i dati sui profitti di benzina e diesel in tutti i paesi Ue

Dall’inizio della guerra in Iran, le compagnie petrolifere nell’Unione europea hanno realizzato 81,4 milioni di euro di extra-profitti al giorno grazie all’impennata dei prezzi dei carburanti, guadagnando nel complesso circa 2,5 miliardi di profitti in più nel solo mese di marzo rispetto al periodo gennaio-febbraio 2026. È quanto emerge dallo studio condotto dall’esperto di energia Steffen Bukold per Greenpeace Germania, che analizza i dati sui profitti di benzina e diesel in tutti i paesi dell’Ue, inclusa l’Italia. 

I dati mostrano che i prezzi alla pompa di carburante sono aumentati più di quelli del greggio, facendo salire i profitti delle aziende petrolifere a danno di milioni di persone. Per questo Greenpeace chiede ai governi dell’UE di introdurre tasse aggiuntive permanenti sui profitti delle società petrolifere e del gas, da usare per ridurre le bollette e il costo della vita, accelerare l’indipendenza energetica dell’Europa attraverso le fonti rinnovabili e il risparmio energetico, e sostenere le comunità colpite dalla crisi climatica.

“Mentre le persone muoiono in Medio Oriente e milioni di cittadini in Europa subiscono l’impennata dei prezzi dell’energia, i nostri governi permettono alle compagnie petrolifere di continuare ad arricchirsi. Anziché puntare sulle rinnovabili e sull’indipendenza energetica, propongono soluzioni che aumentano la nostra dipendenza dal gas e dalle fonti fossili – dichiara Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia – Al governo Meloni chiediamo di smettere di andare in Algeria a cercare altro gas e di prolungare la vita alle centrali a carbone per investire nel solare e nell’eolico prodotti in Italia. Come? Tassando chi si intasca miliardi grazie alle guerre, mentre le famiglie e le imprese italiane ne pagano il conto. Lo avevamo già chiesto in fase di discussione della finanziaria e lo ribadiamo ora: serve tassare il comparto del petrolio e del gas”.

Gli extra-profitti delle aziende energetiche nell’Unione Europea sono stati più elevati in Germania, Francia, Spagna e Italia. Nel nostro Paese si sono registrati profitti straordinari per 10,4 milioni di euro al giorno, interamente dovuti all’aumento del prezzo del diesel, che ha visto un aumento del margine di profitto di 0,144 euro al litro. 

Secondo i calcoli di Greenpeace, con risorse corrispondenti a questi extra-profitti i governi europei potrebbero fornire ai cittadini circa 60 milioni di abbonamenti mensili gratuiti per i trasporti pubblici ogni mese, oppure dare un contributo di 60 euro mensili a 40 milioni di persone che faticano a pagare le bollette energetiche.

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