25 aprile a piedi in città per la Liberazione anche dal fossile

Per otto ore stop al traffico motorizzato privato in città, largo alle bici ai mezzi pubblici e naturalmente ai pedoni. Non sarebbe bello? Qualcuno l'avrebbe già proposto, quando eravamo ambientalisti anticonsumisti... Negli ultimi e soprattutto ultimissimi anni, per resistere alle ondate populiste reazionarie, l'ambientalismo è diventato sociale. E' giusto, per carità. Giustizia climatica, giustizia ambientale, giustizia sociale. Ma alcune delle proposte e delle esperienze della cosiddetta sobrietà felice non erano sacrifici apprezzabili solo da elites intellettuali più o meno idealiste

25 aprile a piedi in città per la Liberazione anche dal fossile

25 aprile, festa della Liberazione e della necessità di liberarsi anche dal fossile. Per otto ore stop al traffico motorizzato privato in città, largo alle bici ai mezzi pubblici e naturalmente ai pedoni. Non sarebbe bello? Qualcuno l’ avrebbe già proposto, quando eravamo ambientalisti anticonsumisti… Negli ultimi e soprattutto ultimissimi anni, per resistere alle ondate populiste reazionarie, l’ambientalismo è diventato sociale.

Si parla di tassare i ricchi e gli extraprofitti, più che di tassare le emissioni di carbonio. Si parla di produrre energia con le fonti rinnovabili, più che di ridurre i consumi energetici. E così via. È giusto, per carità. Giustizia climatica, giustizia ambientale, giustizia sociale. Non è soltanto una questione di consenso, di risultati elettorali, è questione di dare basi solide alla transizione ecologica. Di renderla più forte di una moda del momento.



Ma alcune delle proposte e delle esperienze della cosiddetta sobrietà felice non erano sacrifici apprezzabili solo da élite intellettuali più o meno idealiste. Ora nel mezzo di una crisi internazionale come quella che stiamo vivendo sono state Agenzie Internazionali (potremmo dire tecnocrati) a cominciare a parlare di misure di razionamento e di riduzione dei consumi, non gli ambientalisti che comprensibilmente si concentrano sulle rinnovabili o su misure di efficienza strutturale. È una discussione complessa che potrebbe avere delle accelerazioni impensate. (Era una cosa diversa, ma è successo col Covid).

La sobrietà dell’ambientalismo da giovane è ancora un valore che può produrre proposte apprezzate. La riduzione del consumo di carburanti per il traffico veicolare probabilmente sta già iniziando. Riprendiamo una esperienza simbolica che era stata vissuta con alcuni contrasti ma con la soddisfazione festosa delle maggioranze dei cittadini: le domeniche a piedi.

Fanno riscoprire dimensioni diverse e positive della vita in città. Fanno dibattere sulla necessità e possibilità di liberarsi dal petrolio ma anche di consumare meno energia. Il 25 aprile, per di più, ha un significato sociale e civile che potrebbe fare da moltiplicatore. Certo, poi volendo ci sarebbe anche domenica 26.

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