È stata presentata l’11 aprile a Torri del Benaco, sul lago di Garda, la nuova edizione della Guida agli Extravergini di Slow Food Italia, uno dei principali strumenti di riferimento per conoscere il patrimonio olivicolo italiano.
Giunta alla 26ª edizione, la pubblicazione nasce dal lavoro di 125 collaboratori distribuiti su tutto il territorio nazionale, impegnati nel raccontare aziende, cultivar e territori attraverso un approccio che unisce analisi tecnica e valorizzazione culturale.
Una guida tra qualità, territori e oleoturismo
La guida si propone non solo come strumento di consultazione, ma anche come invito alla scoperta diretta dei territori dell’olio. Come sottolineato dalla curatrice Francesca Baldereschi, l’obiettivo è accompagnare il lettore in un percorso che mette in relazione paesaggi, produttori e cultura alimentare, promuovendo anche forme di oleoturismo.
In questo contesto, l’educazione alla qualità assume un ruolo centrale: riconoscere un buon extravergine, sviluppare una maggiore consapevolezza sensoriale e superare i luoghi comuni ancora diffusi attorno a questo prodotto.
Il premio Diego Soracco e il ruolo di Ricrea
Tra i momenti centrali della presentazione, la consegna dei riconoscimenti ai protagonisti della filiera. Il premio dedicato alla memoria di Diego Soracco è stato assegnato a Tommaso Masciantonio, per il contributo alla valorizzazione dell’olivicoltura abruzzese.
Nel corso della premiazione, Luca Mattoni ha ricordato il valore della collaborazione tra Ricrea e Slow Food Italia, attiva da cinque anni, sottolineando l’importanza della filiera dell’olio anche dal punto di vista degli imballaggi in acciaio e del loro riciclo attraverso la raccolta differenziata.
I numeri della Guida 2026
L’edizione 2026 raccoglie dati che confermano la vitalità del settore: oltre 1.500 oli degustati, di cui 573 certificati biologici, con 102 riconoscimenti “Grandi Oli” e 142 “Grandi Oli Slow”. Sono inoltre segnalate numerose aziende che offrono esperienze di visita e ospitalità, rafforzando il legame tra produzione agricola e turismo sostenibile.
La guida si inserisce così in un percorso più ampio di valorizzazione dell’olio extravergine italiano, considerato un elemento identitario dell’agricoltura nazionale ma ancora poco rappresentato nelle strategie di promozione rispetto ad altri prodotti simbolo come il vino.










