Torino, una bara sotto il Consiglio Regionale del Piemonte per i morti da smog

L'ha portata Extinction Rebellion di fronte all'ingresso di Palazzo Lascaris, che poi ha srotolato uno striscione con la scritta “Piemonte cambia: ci manca l’aria”. Uno slogan che allude al caso Chiorino - Del Mastro e allo scandalo della Bisteccherie d'Italia che ha travolto la giunta regionale ma anche alla tragica situazione dell'inquinamento atmosferico e alle migliaia di morti premature che causa

Torino, una bara sotto il Consiglio Regionale del Piemonte per i morti da smog

Martedì 21 aprile, poco prima che iniziasse la seduta del Consiglio Regionale del Piemonte, un presidio di protesta di Extinction Rebellion ha accolto i consiglieri che si recavano a Palazzo Lascaris a Torino. Una decina di persone, vestire di nero e con il viso coperto da mascherine antismog, ha depositato una bara di fronte all’ingresso, srotolando poi uno striscione con la scritta “Piemonte cambia: ci manca l’aria”. Uno slogan che allude al caso Chiorino – Del Mastro e allo scandalo della Bisteccherie d’Italia che ha travolto la giunta regionale ma anche alla tragica situazione dell’inquinamento atmosferico e alle migliaia di morti premature che causa.

“Oggi abbiamo due emergenze: una che occupa le prime pagine e una che riempie i nostri polmoni” – afferma Giulia – “Ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Una strage silenziosa, costante, di cui non si parla. Sono morti premature, in gran parte evitabili. Questa è la crisi di cui la Regione dovrebbe occuparsi. Invece il Consiglio è bloccato da settimane dai suoi stessi scandali e continua a rimandare politiche strutturali serie per ridurre lo smog”.

“Da anni le ricerche sulla qualità dell’aria in Piemonte descrivono una situazione disastrosa, soprattutto per quanto riguarda il particolato atmosferico composto da minuscole particelle solide e liquide, così piccole da entrare nei polmoni e nel sangue. Nel 2025 ARPA Piemonte ha registrato nell’area metropolitana torinese concentrazioni medie annuali di PM2.5 fino a 20 microgrammi per metro cubo e di PM10 fino a 29 microgrammi – oltre a quattro volte superiori ai limiti per la salute umana fissati dall’OMS. Ogni anno solo a Torino più di 900 persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, principalmente bambini, anziani e persone con fragilità. Il particolato infatti aumenta il rischio di tumore al polmone, di malattie cardiovascolari e di ictus, oltre che di patologie respiratorie croniche”.

La risposta a questa emergenza di chi amministra la Regione Piemonte, e in particolare dell’assessore all’ambiente, Matteo Marnati, è riassunta dalle dichiarazioni rilasciate il 9 febbraio: “Le molecole di carbonio che ci sono a Torino sono meno tossiche che altrove, lo proveremo con studi scientifici ad hoc”.  Valutare i limiti del particolato in base alla tossicità, e non solo in base alla concentrazione, sta guadagnando attenzione in alcuni ambienti scientifici. Infatti non tutte le particelle sono ugualmente dannose: la fuliggine dei motori diesel o il fumo da biomassa possono essere più pericolosi del sale marino o della polvere. Tuttavia, il consenso normativo internazionale è chiaro: i limiti basati sulla massa di PM2,5 e PM10 restano gli strumenti più solidi e applicabili per proteggere la salute pubblica.

“Affermare che a Torino gli inquinanti siano meno pericolosi che altrove, senza riferimenti scientifici solidi, confonde le persone e aumenta un clima di sfiducia – dichiara Extinction Rebellion – “Domani, 22 aprile, sarà la giornata della Terra – ma a noi non manca una ricorrenza: manca l’aria in questa Regione tossica. Fino a quando dovremo contare le nostre morti per la vostra incompetenza?”

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