
La Regione Piemonte rafforza gli interventi per la difesa del suolo con un nuovo stanziamento da 4,22 milioni di euro, destinato a opere di sistemazione idrogeologica nelle aree protette, nei siti della Rete Natura 2000 e lungo la rete sentieristica.
Le risorse aggiuntive si inseriscono nella programmazione del Fesr 2021-2027, nell’ambito della priorità “Transizione ecologica e resilienza”, e derivano dall’incremento della dotazione finanziaria approvato dalla Commissione europea.
Più progetti finanziati
Il bando a sportello aveva raccolto entro il 1° dicembre 2025 38 domande, per un totale di oltre 15,3 milioni di euro richiesti. Di queste, 13,2 milioni riguardano progetti già istruiti e ammessi.
L’incremento delle risorse consente ora di scorrere la graduatoria e finanziare un numero più ampio di interventi, portando la dotazione complessiva della misura a 19 milioni di euro.
Interventi su territorio e sentieri
Gli interventi riguardano opere di messa in sicurezza di pendii e corsi d’acqua, con particolare attenzione alle aree montane e ai territori a elevato valore naturalistico.
Le azioni finanziate includono anche il miglioramento della rete sentieristica, con l’obiettivo di rafforzare la connessione tra aree naturali e garantire condizioni di sicurezza per la fruizione del territorio.
Le dichiarazioni
Secondo l’assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna, Marco Gallo, l’elevato numero di domande presentate rappresenta un segnale della necessità di interventi strutturali sul territorio: “L’ampliamento delle risorse consente di dare risposta a progetti già ammessi e rafforza una misura che ha dimostrato di funzionare. Il dissesto idrogeologico resta un tema strutturale che richiede programmazione e continuità di finanziamento”.
Per l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, gli interventi confermano l’impegno della Regione nel coniugare sicurezza e tutela ambientale: “Le opere finanziate permettono di intervenire sui rischi idrogeologici nel rispetto degli ecosistemi, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità e alla resilienza dei territori”.
Transizione ecologica e prevenzione
L’operazione rientra nelle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici, dove la manutenzione del territorio e la prevenzione del dissesto assumono un ruolo centrale.
Le aree naturali vengono così valorizzate anche come infrastrutture ambientali in grado di contribuire alla protezione del suolo e alla riduzione dei rischi legati agli eventi climatici estremi.










