Risoluzione storica Onu: affrontare cambiamento climatico è obbligo giuridico

Mercoledì 20 maggio l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 141 voti a favore e 8 contrari una risoluzione che sostiene e dà attuazione al parere della Corte internazionale di giustizia, secondo cui i paesi hanno l'obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico

Risoluzione storica Onu: affrontare cambiamento climatico è obbligo giuridico

Mercoledì 20 maggio l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 141 voti a favore e 8 contrari una risoluzione che sostiene e dà attuazione al parere della Corte internazionale di giustizia, secondo cui i paesi hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico.

La risoluzione rappresenta un passaggio storico, “una potente affermazione” del diritto internazionale, della giustizia climatica e della scienza, secondo il capo delle Nazioni Unite António Guterres. Solo un ristretto gruppo di Paesi ha votato contro: Bielorussia, Iran, Israele, Liberia, Russia, Arabia Saudita, Stati Uniti e Yemen.

Quando la Corte internazionale di giustizia (ICJ), il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, ha stabilito nel luglio 2025 che gli Stati hanno l’obbligo di proteggere l’ambiente dalle emissioni di gas serra (GHG), la decisione è stata salutata come una svolta. Il capo delle Nazioni Unite lo ha descritto come “una vittoria per il nostro pianeta”.

“Dovere legale”

La Corte ha inoltre stabilito che se gli Stati violano questi obblighi, sono legalmente responsabili e possono essere legalmente tenuti a fermare la condotta illecita, offrire garanzie che non accadrà di nuovo e fare una riparazione completa, a seconda delle circostanze.

Sebbene i pareri consultivi della CICJ non siano vincolanti, portano una significativa autorità giuridica e morale, contribuendo a chiarire e sviluppare il diritto internazionale definendo gli obblighi legali degli Stati.

L’adozione dell’Assemblea Generale di mercoledì, a seguito della sentenza, invia un forte messaggio che affrontare la crisi climatica è un dovere legale ai sensi del diritto internazionale, e non solo una scelta politica. “La più alta corte del mondo ha parlato – ha risposto Guterres – Oggi l’Assemblea Generale ha risposto”.

Cosa c’è nella risoluzione?

La risoluzione invita tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad adottare tutte le misure possibili per evitare di causare danni significativi al clima e all’ambiente, comprese le emissioni prodotte all’interno dei loro confini, e a seguire i loro impegni climatici esistenti ai sensi dell’accordo di Parigi.

I governi sono invitati a cooperare in buona fede e a coordinare continuamente gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico a livello globale e garantire che le politiche climatiche proteggano i diritti alla vita, alla salute e a un tenore di vita adeguato.

In una dichiarazione rilasciata dopo il voto dell’Assemblea Generale, Guterres ha dichiarato che i meno responsabili dei cambiamenti climatici stanno pagando il prezzo più alto e che il percorso verso la giustizia climatica “corre attraverso una transizione rapida, giusta ed equa lontano dai combustibili fossili verso le energie rinnovabili”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite ha osservato che le energie rinnovabili hanno dimostrato di essere la forma di energia più economica e sicura e che l’obiettivo di mantenere la temperatura globale a non più di 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali è ancora a portata di mano.

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