NEMESIS, bando da 500mila euro contro desertificazione e degrado del suolo nel bacino padano

Il progetto europeo lancia una Open Call rivolta a imprese agricole ed enti di ricerca attivi nei Living Lab di Lombardia ed Emilia-Romagna. Finanziamenti fino a 100mila euro per iniziative dedicate ad agroecologia, innovazione irrigua e tutela della salute dei suoli

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Vitelli di razza autoctona Varzese sul prato della Sgneppera a Cisliano (MI) ph.: Cascina Forestina

La lotta alla desertificazione e al degrado del suolo passa anche dalla Pianura Padana. In occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, in programma il 17 giugno, il progetto europeo NEMESIS avvia una nuova fase operativa in Italia e lancia una Open Call da 500mila euro destinata a sostenere iniziative dedicate alla tutela dei suoli agricoli.

Il bando si rivolge a imprese agricole, enti di ricerca e soggetti impegnati nell’innovazione agroecologica attivi nei territori dei Living Lab del progetto, tra cui quello italiano che coinvolge Lombardia ed Emilia-Romagna.

Un finanziamento per ampliare la rete di sperimentazione

Finanziato dal programma europeo Horizon Europe, NEMESIS riunisce 37 partner provenienti da Europa e Nord Africa. In Italia partecipano Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, CREA, ERSAF, IRIS Società Cooperativa Agricola e Legambiente Lombardia.

La Open Call mette a disposizione contributi fino a 100mila euro per ciascun progetto, per un budget complessivo di 500mila euro, con l’obiettivo di ampliare la rete di soggetti impegnati nello sviluppo di pratiche innovative per contrastare desertificazione e degrado dei terreni.

Tra gli ambiti prioritari figurano agroforestazione, agricoltura biologica e rigenerativa, innovazione irrigua, monitoraggio della salute del suolo, controllo dell’erosione e valorizzazione dell’agrobiodiversità.

Desertificazione: un rischio anche per la Pianura Padana

Secondo i promotori del progetto, la desertificazione non riguarda soltanto le aree tradizionalmente aride del pianeta. Anche territori altamente produttivi come quelli della Pianura Padana stanno infatti affrontando fenomeni di degrado che riducono la capacità dei terreni di trattenere acqua, mantenere fertilità e resistere agli eventi climatici estremi.

In Italia si stima che circa il 20% del territorio nazionale sia già esposto a rischi legati alla desertificazione, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole, ma segnali sempre più evidenti emergono anche nelle regioni del Nord.

Tra le principali criticità vengono segnalate la perdita di sostanza organica, la compattazione dei terreni, l’erosione e la diminuzione della biodiversità del suolo, fenomeni aggravati dall’aumento delle temperature e dalla crescente frequenza di siccità ed eventi meteorologici estremi.

Il Living Lab italiano tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Il Living Lab italiano, coordinato dal Politecnico di Milano, coinvolge una rete di aziende agricole distribuite tra Lombardia ed Emilia-Romagna, due regioni che rappresentano una quota significativa della produzione agricola nazionale.

All’interno del progetto sono già stati individuati dodici siti sperimentali che rappresentano differenti sistemi produttivi: colture cerealicole, allevamenti, orticoltura, viticoltura e gestione forestale. L’obiettivo è testare e validare soluzioni concrete per migliorare la salute dei suoli e rafforzare la resilienza delle aziende agricole agli effetti del cambiamento climatico.

Il 17 giugno il lancio delle attività a Cisliano

Le attività italiane di NEMESIS saranno presentate il 17 giugno 2026 a Cascina Forestina, nel comune di Cisliano (Milano), in occasione del primo incontro operativo del Living Lab nazionale.

L’appuntamento riunirà aziende agricole, ricercatori, enti pubblici e organizzazioni della società civile coinvolti nel progetto. Durante la giornata saranno illustrati gli obiettivi delle sperimentazioni, i dodici siti pilota e le opportunità offerte dal nuovo bando europeo.

Al centro del confronto vi saranno le strategie per migliorare la qualità dei suoli agricoli del bacino padano attraverso approcci agroecologici in grado di coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica e adattamento ai cambiamenti climatici.

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