Comunità energetiche, il movimento Cers ottiene confronto con Ministero e Gse

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato relativo al sit-in a Roma che ha visto la partecipazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, reti territoriali, associazioni, cittadini, realtà dell’economia solidale e movimenti sociali. Una presenza collettiva, determinata e colorata, che ha portato davanti al Ministero una richiesta chiara: dare pieno riconoscimento politico, normativo e istituzionale al ruolo delle Cer nella transizione energetica

Comunità energetiche, il movimento Cers ottiene confronto con Ministero e Gse

Dopo il sit-in promosso martedì 16 giugno davanti al Ministero dell’Ambiente, il Movimento Nazionale CERS ha incontrato Giorgio Centurelli, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Gilberto Pichetto Fratin, Fabrizio Penna, capo dipartimento dell’Unità di Missione per il Pnrr del Mase e un dirigente del Gse.

Il sit-in ha visto la partecipazione di Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, reti territoriali, associazioni, cittadini, realtà dell’economia solidale e movimenti sociali. Una presenza collettiva, determinata e colorata, che ha portato davanti al Ministero una richiesta chiara: dare pieno riconoscimento politico, normativo e istituzionale al ruolo delle CERS nella transizione energetica.

Nel corso dell’incontro è emerso un primo risultato importante: il MASE ha dato disponibilità ad aprire un tavolo di lavoro congiunto con il Movimento Nazionale CERS e con il GSE sui punti sollevati dalle comunità energetiche. Si apre quindi un dialogo istituzionale che il Movimento considera necessario, ma che dovrà ora tradursi in risposte concrete, tempi certi e impegni verificabili.

Durante l’incontro il Movimento ha ribadito le proprie richieste principali:

Stabilità normativa e continuità degli strumenti incentivanti, a partire dalla proroga del quadro previsto dal Decreto CACER oltre l’attuale scadenza del 31 dicembre 2027 e dall’aumento della capacità incentivabile oltre il limite complessivo di 5 GW oggi previsto.

La proroga del Decreto CACER sarà al centro di una campagna di mobilitazione nazionale che lanceremo con  tutte le realtà che si battono per una transizione energetica democratica, rinnovabile e socialmente giusta.

Un quadro fiscale adeguato alla natura mutualistica, sociale e territoriale delle CERS, con regimi agevolati, semplificazioni tributarie, misure dedicate agli enti del Terzo Settore e il superamento di impostazioni ancora legate alla fase sperimentale.

Il rafforzamento del ruolo degli enti locali, attraverso regole nazionali uniformi per l’utilizzo di spazi pubblici, tetti, edifici, parcheggi e pensiline, con concessioni gratuite o calmierate e modelli di convenzione replicabili.

Misure specifiche per le comunità impegnate nel contrasto alla povertà energetica, perché le CERS possono diventare strumenti fondamentali per sostenere famiglie vulnerabili, ridurre le disuguaglianze e redistribuire benefici economici e sociali nei territori.

Maggiore trasparenza sulle reti e sulle infrastrutture energetiche, con dati aggiornati sulla capacità delle cabine primarie e secondarie, informazioni accessibili sulla pianificazione degli investimenti e coinvolgimento delle comunità energetiche nella definizione dei piani di sviluppo delle infrastrutture.

L’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra MASE, GSE, istituzioni competenti e rappresentanze delle CER/CERS, per costruire politiche energetiche attraverso processi continuativi di co-programmazione e co-progettazione.

Tra i temi affrontati vi è stato anche quello dell’erogazione dei fondi PNRR destinati alle comunità energetiche, dopo la riduzione di due terzi dello stanziamento originario per le CER idonee. Su questo punto il MASE ha comunicato l’intenzione di lavorare, di concerto con le Regioni, alla copertura dell’ammanco attraverso fondi FESR.

Il Movimento Nazionale CERS considera positiva l’apertura del confronto, ma ribadisce che non bastano dichiarazioni di disponibilità. Le comunità energetiche hanno bisogno di certezze normative, strumenti fiscali coerenti, procedure accessibili, risorse adeguate e pieno riconoscimento del proprio valore sociale, ambientale e democratico.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali chiedono di essere riconosciute per ciò che sono: non un segmento marginale del sistema energetico, ma una leva strategica per democratizzare l’energia, ridurre le disuguaglianze, rafforzare la coesione sociale e accelerare la diffusione delle rinnovabili.

Il sit-in di oggi ha mostrato un movimento vivo, plurale e radicato nei territori. Una presenza collettiva, colorata e determinata, che ha portato davanti al Ministero non solo rivendicazioni tecniche, ma una visione diversa della transizione energetica: più democratica, più solidale, più vicina alle comunità e ai bisogni reali delle persone.

Su tutti i punti sollevati, il Movimento continuerà a vigilare. 

L’apertura del tavolo con MASE e GSE è un passaggio importante, ma il percorso non si ferma: la mobilitazione continua fino a quando le CERS non avranno risposte chiare, tempi certi e strumenti adeguati.

Democrazia energetica ora.

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