Spring: accelerare la bioeconomia per la competitività europea

Durante l'assemblea annuale del Cluster Spring rilanciato il ruolo della bioeconomia come leva industriale per competitività, occupazione e rigenerazione ambientale. Presentati i dati del 12° Rapporto sulla Bioeconomia e assegnato a Emanuele Bompan lo Spring Media Award 2026

Spring bioeconomia competitività europea

La bioeconomia circolare può diventare uno degli strumenti strategici per rafforzare la competitività industriale europea e accelerare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili. È il messaggio emerso dall’Assemblea 2026 del Cluster Spring, il Cluster italiano della bioeconomia circolare, che si è svolta a Roma con il titolo “Una bioeconomia forte per una forte Europa”.

Nel corso dell’incontro, istituzioni, imprese, mondo della ricerca e rappresentanti delle associazioni hanno discusso il ruolo della bioeconomia in uno scenario internazionale caratterizzato da crescente competizione e dalla ricerca di una maggiore autonomia strategica da parte dell’Europa.

Bastioli: “Serve un cambio di passo”

Ad aprire i lavori è stata la presidente del Cluster Spring, Catia Bastioli, che ha sottolineato la necessità di passare da una fase di costruzione delle reti e delle competenze a una fase operativa fondata sulla realizzazione di progetti territoriali integrati.

Secondo Bastioli, il Cluster deve evolvere da semplice facilitatore dell’innovazione a promotore di iniziative capaci di collegare filiere produttive, competenze e infrastrutture, attirando investimenti e generando effetti concreti in termini di occupazione, competitività e rigenerazione ambientale.

L’obiettivo indicato è quello di sviluppare progetti “lighthouse”, ovvero iniziative dimostrative su scala reale in grado di mostrare il potenziale della bioeconomia circolare e favorirne la diffusione nei territori.

I numeri della bioeconomia in Europa e in Italia

Durante l’assemblea sono stati richiamati i dati del 12° Rapporto sulla Bioeconomia, che evidenziano il peso crescente del settore a livello europeo.

Nel 2025 la bioeconomia ha generato nell’Unione Europea un valore di 3.174 miliardi di euro, occupando oltre 17 milioni di persone.

In Italia il comparto ha raggiunto un output di 433,3 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale e al 7,6% dell’occupazione complessiva.

L’analisi mostra inoltre come il Centro-Nord concentri la quota maggiore di valore aggiunto, mentre il Mezzogiorno si distingua soprattutto per il contributo occupazionale e per il peso delle attività agroalimentari.

Crescono startup e filiera del legno

Il rapporto evidenzia anche la crescita dell’ecosistema dell’innovazione. Nel 2025 sono state censite 707 startup attive nella bioeconomia, concentrate principalmente nei settori della ricerca e sviluppo, dei materiali bio-based e della valorizzazione degli scarti.

Uno specifico approfondimento è dedicato alla filiera del legno, considerata una componente strategica della bioeconomia italiana ed europea. Tra il 1990 e il 2025 la superficie forestale italiana è aumentata del 24%, accompagnandosi a una crescita dell’occupazione nel comparto forestale.

Sul fronte della circolarità, l’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi per il recupero e il riciclo del legno. Per gli imballaggi in legno, il tasso di riciclo raggiunge il 64,9%, collocando il Paese ai vertici europei insieme alla Spagna.

Premio Spring a Emanuele Bompan

L’assemblea è stata anche l’occasione per l’assegnazione dello Spring Media Award, riconoscimento dedicato a Raul Gardini che premia i professionisti dell’informazione impegnati nella diffusione dei temi della bioeconomia circolare e della sostenibilità.

L’edizione 2026 è stata assegnata a Emanuele Bompan, direttore responsabile della rivista Materia Rinnovabile – Renewable Matter.

Secondo la motivazione del premio, Bompan si è distinto per il contributo offerto alla diffusione della cultura della sostenibilità, dell’innovazione industriale e della bioeconomia circolare, favorendo una maggiore consapevolezza sul ruolo di questi temi nella transizione ecologica.

La bioeconomia come strategia industriale europea

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo imprenditoriale e delle associazioni ambientaliste.

Nel confronto finale è stata ribadita la necessità di trasformare la bioeconomia in una vera strategia industriale europea, capace di sostenere autonomia strategica, resilienza economica e sviluppo dei territori attraverso progetti concreti e replicabili su larga scala.

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