Otto paesi europei, tra cui l’Italia, hanno inviato una nota alla Commissione Ue per fare maggiore chiarezza su alcuni aspetti del Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR), che inizierà ad essere operativo il 12 agosto prossimo. Secondo i firmatari l’attuale livello di chiarimento del provvedimento “rimane insufficiente a garantire la certezza del diritto e una comprensione coerente degli obblighi chiave in tutta l’Unione”.
Ecco la nota completa:
Desideriamo riconoscere gli sforzi della Commissione europea a sostegno dell’attuazione del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), attraverso la pubblicazione del documento guida e delle domande frequenti, nonché attraverso il dialogo continuo con gli Stati membri e le parti interessate. Questi sforzi rappresentano un passo importante verso la facilitazione di un’applicazione armonizzata del Regolamento.
Tuttavia, nonostante tali misure, l’attuale livello di chiarimento rimane insufficiente a garantire la certezza del diritto e una comprensione coerente degli obblighi chiave in tutta l’Unione.
Il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) entrerà in vigore a partire dal 12 agosto 2026. Il PPPWR introduce una serie di obblighi ampi e molto ambiziosi che interessano sia gli Stati membri che gli operatori economici in tutti i settori dell’economia dell’UE.
Pur sostenendo pienamente gli obiettivi ambientali del PPWR, dobbiamo sottolineare che la sua attuazione efficace pone serie sfide pratiche. Queste problematiche sono legate alla complessità dei nuovi requisiti, al loro significativo impatto economico, soprattutto sulle PMI, e al fatto che molti elementi chiave dipendono ancora da atti delegati e di esecuzione non ancora adottati. Questa situazione crea una notevole incertezza giuridica e in materia di investimenti e rischia di compromettere un’attuazione tempestiva e armonizzata in tutta l’Unione. Diversi requisiti essenziali rimangono insufficientemente definiti, creando una notevole incertezza per le decisioni di investimento.
Attualmente, l’industria non dispone di un percorso di conformità chiaro, di metodologie armonizzate e della certezza giuridica necessaria per dimostrare la conformità in modo coerente in tutti gli Stati membri. Allo stesso tempo, gli Stati membri stanno già adottando approcci divergenti all’interpretazione e all’attuazione di alcune disposizioni, il che rischia di frammentare il mercato unico e di creare effetti ambientali negativi.
Non è realistico aspettarsi che l’industria intraprenda investimenti sostanziali senza obblighi chiari, stabili e prevedibili. L’entità dei costi associati è considerevole, pari a miliardi di euro in tutta l’UE, con un impatto limitato o addirittura negativo sull’economia circolare. Le stime basate sulla valutazione d’impatto della Commissione indicano un potenziale aumento di circa 160 euro per famiglia. Tali costi rischiano di gravare pesantemente sull’industria e sui cittadini europei, indebolire la competitività e colpire in modo sproporzionato le PMI.
Diversi ambiti illustrano chiaramente queste sfide, tra cui la frammentazione dei requisiti di etichettatura degli imballaggi e la mancanza di chiarezza in merito alle norme sui test per le sostanze PFAS. Questi elementi non sono sufficientemente specificati in questa fase, mentre la loro attuazione richiede una preparazione considerevole, investimenti e certezza tecnica. Senza ulteriori chiarimenti, esiste il rischio concreto che gli operatori economici e le autorità competenti non siano in grado di applicare i nuovi obblighi in modo coerente e efficace.
In particolare, il PPWR prevede molteplici modifiche all’etichettatura degli imballaggi tra il 2026 e il 2028, mentre le norme UE armonizzate non sono ancora state adottate, creando un elevato rischio di ripetute rietichettature anziché una transizione unica e coerente. È altrettanto importante garantire che il PPWR non limiti la capacità degli Stati membri di adempiere agli obblighi di segnalazione previsti dai sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), laddove questi siano necessari per garantire un’efficace sorveglianza del mercato, una concorrenza leale e il corretto funzionamento dei sistemi nazionali, nonché per prevenire il freeriding da parte di paesi terzi.
In questo contesto, vorremmo invitare la Commissione a:
- fornire urgentemente un calendario chiaro e consolidato per la preparazione e l’adozione di tutti atti delegati e di esecuzione pertinenti ai sensi della PPWR;
- dare priorità e accelerare la preparazione e l’adozione di misure essenziali per il diritto certezza, applicazione e pianificazione degli investimenti, anche mediante aggiornamento urgente e sviluppare ulteriormente il documento orientativo esistente e le domande frequenti fornire spiegazioni più chiare, dettagliate e soprattutto operative sugli obblighi principali, in particolare laddove mancano metodologie armonizzate, garantendone al tempo stesso la regolarità aggiornamento e allineamento e coinvolgimento tempestivo, trasparente e significativo dei Membri Stati e operatori del mercato nella loro preparazione; avviare senza indugio un dialogo strutturato con gli Stati membri, in particolare con autorità nazionali di vigilanza del mercato, per stabilire un sistema comune e prevedibile approccio alla conformità e all’applicazione in tutta l’Unione.
- Garantire un tempestivo chiarimento della normativa secondaria, unitamente ad una normativa comune e coerente approccio all’attuazione e all’applicazione, è un prerequisito per consentire un sistema giuridicamente valido e applicazione tecnicamente fattibile e armonizzata della PPWR. Senza questo, c’è il rischio di costi inutili, frammentazione normativa e gravi disagi al funzionamento del sistema interno mercato, il che finirebbe per compromettere l’effettiva realizzazione degli obiettivi del regolamento obiettivi ambientali.










