Energia Italia, rinnovabili in calo e bollette più care dell’area euro

Nel 2025 in Italia il quadro energetico è stato caratterizzato da segnali contrastanti, con le rinnovabili in calo e le bollette caratterizzate dai maggiori aumenti dell'Eurozona. A dirlo è la Relazione annuale dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), presentata mercoledì 2 luglio a Parlamento e Governo, che offre uno spaccato di dettaglio sui costi dell'energia nel Paese

Spese energetiche nei settori Spese energetiche nei settori industriali: come tagliare i costi salvando la produzione industriali: come tagliare i costi salvando la produzione Energia Italia, rinnovabili in calo e bollette più care dell'area euro

Nel 2025 in Italia il quadro energetico è stato caratterizzato da segnali contrastanti, con le rinnovabili in calo e le bollette caratterizzate dai maggiori aumenti dell’Eurozona. A dirlo è la Relazione annuale dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), presentata mercoledì 2 luglio a Parlamento e Governo, che offre uno spaccato di dettaglio sui costi dell’energia nel Paese.

Nel settore elettrico si è registrata un’inversione di tendenza nel mix di produzione con le rinnovabili in calo dell’1,5%, e il termoelettrico che, tornato a crescere (+5,2%), traina la crescita della produzione complessiva (+2,4%).

Nel settore gas da segnalare i consumi in ripresa, che salgono del 2%. In aumento anche l’import sostenuto dal raddoppio dei flussi provenienti dagli Usa e dall’incremento rilevante di gas in arrivo dal Nord (Norvegia e Olanda). Il GNL, che rappresenta circa un terzo dell’import complessivo è cresciuto del 44% in un anno.

In entrambi i settori, le famiglie nel mercato libero pagano di più rispetto a quelle nei servizi di tutela. Sul fronte della tutela dei consumatori, l’ampio ricorso ai bonus sociali, che hanno raggiunto 4,3 milioni di famiglie, testimonia quanto il sostegno economico resti centrale per molte famiglie italiane.

Prezzi dell’energia

Nel 2025 per l’insieme delle classi di consumatori domestici dell’Unione europea si evidenzia un aumento dei prezzi in 14 Paesi e una riduzione nei restanti 14. Tra i Paesi che hanno sperimentato gli aumenti più consistenti spiccano la Romania (32,9%), la Polonia, l’Irlanda e l’Austria (15%). Altri Paesi, invece, hanno visto una diminuzione dei prezzi, relativamente modesta nel caso di Italia (-1,6%) e Portogallo (-2%), e decisamente più robusta in Danimarca (-8,5%), Cipro (-9,1%) e Francia (-9,2%).

Il confronto dei prezzi rilevati per l’insieme delle classi di consumatori domestici nei quattro principali Paesi europei – Italia, Francia, Germania e Spagna – fa emergere sostanziali differenze. Con un prezzo medio di 25,46 c€/kWh, del 9,2% inferiore a quello dell’anno precedente, la Francia è il Paese che registra il calo più marcato tra i quattro Paesi messi a confronto.

La Germania resta il Paese con il prezzo finale più elevato, sebbene anch’esso in diminuzione, da 41,13 a 40,23 c€/kWh (-2,2% rispetto all’anno precedente). La Spagna è l’unico Paese con un incremento significativo del prezzo finale, che è aumentato dell’8,1% passando da 26,56 a 28,28 c€/kWh.

In Italia si è registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%), che è sceso a 35,12 c€/kWh, ma nel nostro Paese, diversamente da Francia, Germania e Spagna, la discesa del prezzo medio per i clienti domestici era cominciata già nel 2024. Analizzando la dinamica delle componenti, si nota che la componente energia è rimasta praticamente invariata (-0,1%: da 19,69 a 19,68 c€/kWh) dopo il
forte calo registrato nel 2024 (-20,7%), mentre sono diminuiti del 5,8% i costi di rete (da 6,23 a 5,87 c€/ kWh) e la componente fiscale (-2,1%).

Nel 2025 i consumatori domestici in Italia, quindi, risultano pagare un prezzo superiore del 13% a quelli all’Area euro, con un differenziale di 4,03 c€/kWh che deriva quasi esclusivamente dalla componente energia, il cui valore in Italia è 5,68 c€/kWh maggiore di quello dell’eurozona.



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