Il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, a nome dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, ha inviato richiesta di convocazione della cabina di regia per il bacino del fiume Po al Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica, Fabio Ciciliano (anche Capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale), nonché ai Segretari Generali delle Autorità di bacino distrettuale interessate (“Bacino del Po” ed “Alpi Orientali”).
“Non possiamo ripetere l’errore del 2022, quando bastò qualche temporale a cancellare l’emergenza siccità dall’agenda politica – ricorda Vincenzi – Non bastano, infatti, pochi eventi meteo, peraltro violenti e forieri di danni, per far ritenere superata una grave insufficienza idrica, che sta penalizzando la più importante area per l’agroalimentare italiano.”
“E’ soprattutto in questi momenti, ma non solo, che emerge la necessità di un tavolo di concertazione per evitare che ad essere penalizzati siano soprattutto i territori a valle del fiume come si sta registrando per il Delta polesano, ormai contaminato per decine di chilometri dalla risalita del cuneo salino – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Superare gli egoismi è una necessità di coesione sociale.”
La richiesta di ANBI è in linea con il Presidente del Veneto, Alberto Stefani che, dopo aver firmato lo stato d’emergenza regionale, a seguito delle anomale condizioni idrologiche e idrauliche riscontrate sul territorio in particolare polesano, ha chiesto la convocazione urgente dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici nel Distretto idrografico del fiume Po, al fine di rivalutare il grado di severità idrica e le ulteriori misure da attuare per il contenimento della crisi idrica.
La decisione è stata assunta alla luce della verificata presenza di insufficienti precipitazioni (finora l’intero anno idrologico presenta un deficit di -28%, pari a quasi 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua) con le portate dei maggiori fiumi veneti sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche: Piave, Brenta e Po -23%; Adige -21%; in sensibile discesa è anche il livello del lago di Garda.
Nell’ordinanza, il Presidente della Regione Veneto individua anche alcune azioni necessarie a fronteggiare la situazione di carenza idrica, ottimizzando l’uso delle risorse anche attraverso il “miglior consiglio irriguo” (“Irriframe” è il sistema esperto di ANBI).
“Le precipitazioni registrate nelle scorse ore rappresentano un sollievo momentaneo, ma non possono essere considerate la soluzione del problema – dichiara il Presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan – La criticità del Po resta elevata e le portate continuano ad essere insufficienti a garantire un equilibrio del sistema. Servono interventi strutturali ed una gestione condivisa della risorsa acqua: è quanto abbiamo chiesto in un recente incontro al Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica, Ciciliano, che auspichiamo venga investito dei poteri e delle risorse necessarie anche per dare il via ai progetti dei Consorzi di bonifica. L’emergenza idrica – conclude Salvan – deve fare accelerare la realizzazione di infrastrutture necessarie ad aumentare la capacità di trattenere l’acqua sul territorio, a partire dal Piano Invasi Multifunzionali.”
“I Consorzi di bonifica ed irrigazione non vogliono, né possono ridursi a semplici notai della crisi idrica; chiediamo alle Istituzioni di supportarci con risorse adeguate ed una burocrazia più veloce” – spiega il Presidente di ANBI Veneto, Alex Vantini – Nella nostra regione, i fatti parlano chiaro: in 10 anni, abbiamo tradotto finanziamenti pubblici per oltre 400 milioni di euro in opere per lo stoccaggio della risorsa idrica e per l’efficientamento irriguo Laddove il territorio è stato dotato di infrastrutture, aumenta la capacità di far fronte al cambiamento climatico.”
Il Direttore di ANBI Veneto, Silvio Parizzi, conclude rifacendosi al messaggio dell’Assemblea ANBI appena svoltasi a Roma: “Gli eventi estremi saranno sempre più frequenti; è necessario che la crisi climatica e l’urgenza di adattare i territori ai nuovi scenari vengano poste ai vertici assoluti dell’agenda pubblica.”










