L’economia circolare come leva di sviluppo industriale, innovazione e competitività. È questo il messaggio lanciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin intervenendo il 7 luglio a Roma all’evento Italian Waste Economy, promosso da Il Sole 24 Ore e Radio 24.
Secondo il ministro, il settore del recupero dei materiali rappresenta una componente sempre più rilevante del sistema produttivo nazionale. “L’economia circolare è una scelta di responsabilità che riguarda tutti noi. Riguarda sia il mondo della produzione sia quello della trasformazione industriale. Le innovazioni, la modernizzazione e la digitalizzazione hanno già consentito al nostro Paese di costruire filiere produttive importanti proprio nel settore del recupero dei rifiuti”, ha dichiarato.
Il ruolo dell’Italia nel riciclo
Nel corso del suo intervento, Pichetto Fratin ha richiamato il percorso compiuto dall’Italia nello sviluppo delle filiere del riciclo, sottolineando la necessità di trasformare le sfide ambientali in opportunità economiche.
“Quando affrontiamo questi temi non dobbiamo avere un atteggiamento difensivo, ma dobbiamo essere capaci di cogliere le opportunità. Il settore industriale è in continua evoluzione e l’Italia è stata uno dei Paesi più avanzati in questo percorso”, ha affermato.
Il ministro ha inoltre ricordato il confronto che ha accompagnato l’approvazione del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr), evidenziando la posizione sostenuta dal Governo italiano durante il negoziato.
“Perché noi, che siamo tra i migliori nel riciclo, avremmo dovuto fare passi indietro solo perché altri Paesi erano meno avanzati? Le regole europee devono spingere tutti verso standard più elevati, non verso il basso”, ha dichiarato.
Le difficoltà del mercato della plastica riciclata
Tra i temi affrontati durante l’evento anche le criticità che interessano alcune filiere del riciclo, a partire da quella delle plastiche.
Secondo Pichetto Fratin, il mercato della plastica riciclata continua a scontare difficoltà legate alla competitività delle materie prime vergini.
“Oggi la plastica riciclata fatica a trovare mercato e subisce una concorrenza sleale da parte della plastica vergine importata dall’estero”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che il Governo sta lavorando insieme ai consorzi di filiera, a Corepla, all’Agenzia delle Dogane e agli altri soggetti coinvolti per individuare possibili soluzioni.
Gli investimenti del Pnrr nell’economia circolare
Nel suo intervento il ministro ha richiamato anche il contributo del Pnrr allo sviluppo dell’economia circolare, ricordando gli investimenti destinati alla realizzazione di nuovi impianti e al potenziamento delle infrastrutture esistenti.
Secondo quanto illustrato da Pichetto Fratin, le risorse impegnate superano i 2 miliardi di euro e riguardano diverse filiere considerate strategiche, tra cui quelle del fotovoltaico, dell’eolico, della carta, del tessile e delle plastiche.
Gli interventi comprendono inoltre progetti dedicati alle materie prime critiche, ai Raee e ai sistemi di Responsabilità estesa del produttore (Epr).
“Valorizzare i rifiuti come risorsa”
In conclusione, il ministro ha ribadito la necessità di proseguire il percorso di trasformazione del sistema produttivo nazionale attraverso il rafforzamento delle filiere del recupero e del riciclo.
“Dobbiamo continuare ad accompagnare la trasformazione del sistema produttivo italiano, valorizzando i rifiuti come una vera risorsa strategica per il Paese”, ha concluso Pichetto Fratin.
L’intervento si inserisce nel dibattito sulle prospettive dell’economia circolare italiana, in una fase caratterizzata dall’attuazione degli investimenti del Pnrr e dall’entrata in vigore delle nuove normative europee dedicate alla gestione delle risorse e dei rifiuti.










