Il futuro del prolungamento ovest della Linea 1 della metropolitana di Torino torna al centro del dibattito politico. Nel corso della seduta del Consiglio comunale del 6 luglio, l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta ha illustrato la situazione dei cantieri dopo la crisi della società ICI S.p.A., coinvolta nella realizzazione dell’infrastruttura.
Secondo l’assessora, le difficoltà dell’azienda rappresentano un elemento di forte criticità per una delle opere considerate strategiche per la mobilità dell’area metropolitana torinese. La situazione si è aggravata dopo la decisione del Tribunale di Roma di respingere la richiesta di accesso al concordato presentata dalla società, aprendo uno scenario che potrebbe rendere necessario un nuovo affidamento dei lavori.
Cantieri avanti nonostante la crisi
Nel corso della relazione è stato ricordato come la Città e Infra.To abbiano adottato una serie di misure straordinarie per evitare il blocco delle attività.
Tra gli interventi messi in campo figurano il pagamento diretto di subappaltatori e fornitori, gli interventi sostitutivi per garantire stipendi e contributi ai lavoratori e alcuni affidamenti specifici per consentire la prosecuzione delle lavorazioni considerate indispensabili. Secondo l’amministrazione, queste misure hanno permesso di mantenere attivi i cantieri e limitare i ritardi accumulati.
Lavori completati oltre il 70%
I lavori interessano il prolungamento della metropolitana da Fermi a Cascine Vica e l’ampliamento del comprensorio tecnico di Collegno, compreso il deposito dei treni. I due lotti principali hanno beneficiato di investimenti rispettivamente pari a 65 e 77 milioni di euro.
Lo stato di avanzamento risulta già significativo: le opere civili sono completate per circa l’84,5% nel primo lotto e per oltre il 71% nel secondo. Anche il nuovo deposito e l’ampliamento dell’officina hanno raggiunto livelli di realizzazione superiori al 69%.
Possibile una nuova gara
La prospettiva più concreta, alla luce della situazione giudiziaria dell’appaltatore, è quella di una nuova procedura di gara per completare le opere ancora mancanti.
Per affrontare la situazione, il presidente e amministratore delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario per definire le azioni necessarie a garantire il completamento dell’opera. In caso di risoluzione del contratto sarà necessario riprogettare le lavorazioni residue e definire nuovi tempi e costi.
Nel frattempo, Infra.To valuterà la possibilità di affidare alcune lavorazioni urgenti per consentire agli altri appaltatori presenti nei cantieri di proseguire le attività e limitare i disagi per la cittadinanza.
La richiesta di fondi al Governo
Uno dei punti centrali emersi durante il dibattito riguarda la copertura finanziaria necessaria per completare l’opera. L’assessora Foglietta ha chiesto un intervento straordinario del Governo, sostenendo che i maggiori costi derivanti dalla crisi dell’appaltatore non possano ricadere esclusivamente sui bilanci degli enti locali.
Nel corso del confronto in Aula sono stati ricordati anche altri fabbisogni economici legati alla linea, tra cui le risorse necessarie per l’acquisto dei nuovi treni e per il completamento dell’infrastruttura.
Un tema che divide il Consiglio
Il dibattito ha visto posizioni differenti tra maggioranza e opposizione. Da un lato sono state sollevate preoccupazioni per i ritardi accumulati e per le conseguenze economiche sui lavoratori, sulle imprese e sulle attività commerciali interessate dai cantieri; dall’altro è stata evidenziata la necessità di un’azione condivisa per ottenere dal Governo le risorse necessarie a completare l’opera.
In chiusura, l’assessora ha ribadito che il Comune ha già candidato al Ministero delle Infrastrutture progetti per oltre 300 milioni di euro, comprendenti sia i nuovi treni sia il prolungamento verso Rivoli, invitando tutte le forze politiche a sostenere una richiesta unitaria di finanziamento per garantire il completamento della metropolitana.










