Torino punta su bus più rapidi e mobilità sostenibile: bando da 13,7 milioni di euro

La Città si candida al Programma nazionale per la mobilità urbana sostenibile promosso dal Ministero dell'Ambiente. Il progetto prevede il potenziamento del trasporto pubblico, nuove corsie preferenziali, priorità semaforica, interventi per la ciclabilità e la sicurezza stradale, oltre al rafforzamento dei servizi digitali per gli spostamenti

Torino nuovi autisti GTT. Torino bus più rapidi mobilità sostenibile

Torino prova ad accelerare la trasformazione della propria mobilità urbana candidandosi a un finanziamento nazionale da oltre 13,6 milioni di euro destinato al miglioramento del trasporto pubblico e degli spostamenti sostenibili.

L’iniziativa rientra nel Pncia, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al quale la Città ha deciso di partecipare con il progetto “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”.

Secondo quanto comunicato dall’assessora alla Mobilità e alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, la proposta consentirebbe di ottenere un finanziamento pari a 13.670.407 euro, interamente coperto dal Ministero, per un programma della durata di quattro anni che coinvolgerebbe anche GTT, 5T e la Città Metropolitana di Torino.

Più frequenze e tempi di viaggio ridotti

Tra gli interventi previsti figurano misure per rendere il trasporto pubblico più competitivo rispetto all’auto privata. In particolare, il progetto punta ad aumentare la frequenza dei bus, soprattutto nelle fasce serali, e a migliorare la regolarità del servizio attraverso l’introduzione di nuove tecnologie.

Tra queste rientrano la priorità semaforica, che consente ai mezzi pubblici di ridurre i tempi di attesa agli incroci, e il potenziamento delle corsie riservate, strumenti già utilizzati in diverse città europee per aumentare la velocità commerciale degli autobus.

Un’attenzione particolare è rivolta anche al servizio serale a chiamata Star Plus, che potrebbe essere rafforzato per rispondere alla crescente domanda di mobilità nelle ore notturne.

Nuove infrastrutture per biciclette e pedoni

Il piano non riguarda soltanto il trasporto pubblico. Una parte delle risorse sarebbe destinata al rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e alla realizzazione di interventi per la sicurezza stradale.

Sono previste nuove Zone 30, percorsi pedonali più sicuri e interventi di moderazione del traffico nelle aree collegate alle linee del trasporto pubblico e alle infrastrutture ciclabili, con particolare attenzione agli spazi frequentati dagli studenti e alle zone scolastiche.

Mobilità integrata e servizi digitali

Tra le azioni candidate al finanziamento rientra anche il consolidamento del MaaS Office (Mobility as a Service), la piattaforma che integra diversi servizi di mobilità in un unico ecosistema digitale.

L’obiettivo è facilitare l’utilizzo combinato di autobus, biciclette condivise, servizi di micromobilità e altri sistemi di trasporto sostenibile, offrendo ai cittadini strumenti sempre più semplici per organizzare i propri spostamenti.

Il progetto comprende inoltre una strategia di comunicazione finalizzata a promuovere comportamenti di mobilità più sostenibili e a favorire il cambiamento delle abitudini di spostamento.

Il percorso verso la neutralità climatica

La candidatura si inserisce nel più ampio percorso che vede Torino impegnata nel raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030 attraverso il Climate City Contract, sviluppato nell’ambito della missione europea 100 Climate-Neutral and Smart Cities.

Nelle prossime settimane saranno definiti i passaggi amministrativi necessari e l’iter di valutazione della proposta, da cui dipenderà l’assegnazione delle risorse ministeriali. Se approvato, il progetto consentirà di finanziare una serie di interventi destinati a incidere sia sulla qualità del trasporto pubblico sia sulla sicurezza e sostenibilità della mobilità urbana torinese.

Articolo precedenteMetro 1 Torino, la crisi dell’appaltatore mette a rischio il prolungamento verso Rivoli