PFAS, il Piemonte punta su monitoraggi e nuove tecnologie per contrastare l’inquinamento

A un anno dalla nascita dell'Osservatorio tecnico-scientifico regionale, presentati i risultati delle attività svolte e le linee di intervento per il 2027. Al centro monitoraggio delle acque, ricerca e sperimentazione di tecnologie per la rimozione dei PFAS

PFAS Piemonte monitoraggi nuove tecnologie

A un anno dalla sua istituzione, l’Osservatorio tecnico-scientifico PFAS della Regione Piemonte ha fatto il punto sulle attività svolte e sulle prossime iniziative per il contrasto all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche. La riunione plenaria si è svolta all’Environment Park di Torino e ha coinvolto istituzioni, enti di ricerca, aziende di gestione dei servizi idrici, associazioni di categoria e organizzazioni ambientaliste.

I PFAS sono composti chimici utilizzati in numerosi processi industriali e prodotti di largo consumo, caratterizzati da una forte persistenza nell’ambiente. Per affrontare questa problematica la Regione Piemonte ha istituito nel 2025 l’Osservatorio tecnico-scientifico previsto dalla legge regionale n. 9, con l’obiettivo di sviluppare strategie di prevenzione, monitoraggio e riduzione della contaminazione.

Monitoraggio delle acque e individuazione delle fonti di contaminazione

Tra i risultati illustrati durante l’incontro figura il nuovo sistema di monitoraggio sviluppato da Arpa Piemonte basato sui cosiddetti “bilanci di massa”, che consente di quantificare la presenza dei PFAS nei corsi d’acqua superficiali e di ricostruirne la distribuzione lungo il reticolo idrografico regionale, con particolare attenzione al fiume Po.

Le analisi hanno preso in esame PFOS, PFOA e la concentrazione complessiva dei PFAS. I monitoraggi già effettuati per gli anni dal 2021 al 2024 e per il 2026 saranno estesi entro la fine dell’anno anche al quadrante sud-orientale del Piemonte, includendo il composto cC₆O₄, considerato uno dei PFAS di nuova generazione.

Secondo Arpa Piemonte, questo approccio consentirà di individuare con maggiore precisione le sorgenti della contaminazione e di orientare in modo più efficace le attività di controllo sul territorio.

Tecnologie per il trattamento dei PFAS

Uno dei filoni principali di lavoro dell’Osservatorio riguarda la sperimentazione di tecnologie per il trattamento dei PFAS presenti nei reflui industriali e nelle acque contaminate.

Le attività di ricerca seguono un percorso articolato nelle fasi di separazione, concentrazione e distruzione degli inquinanti. Tra le soluzioni già utilizzate figurano sistemi di osmosi inversa associati a filtri a carboni attivi e resine a scambio ionico.

Sono inoltre in corso sperimentazioni con la tecnologia australiana Surface Active Foam Fractionation, che sfrutta il processo di schiumatura per concentrare e rimuovere i PFAS dai reflui liquidi. I test coinvolgono anche impianti mobili che potrebbero essere utilizzati direttamente nei siti interessati dalla contaminazione.

Proseguono infine le prove su sistemi di pretrattamento chimico basati sull’utilizzo di cloruro di alluminio e soda caustica.

Biomonitoraggio e tutela della salute

Accanto alle attività ambientali, la Regione Piemonte sta portando avanti anche iniziative sul fronte sanitario. Tra queste rientra il biomonitoraggio che ha coinvolto oltre 900 cittadini di Spinetta Marengo, accompagnato da percorsi di presa in carico sanitaria e dalla definizione di protocolli condivisi per la gestione delle situazioni di esposizione.

Secondo la Regione, il lavoro svolto finora conferma la necessità di affrontare il tema dei PFAS attraverso un approccio integrato che coinvolga ambiente, salute pubblica, ricerca scientifica e sistema produttivo.

Le prossime attività dell’Osservatorio

Nei prossimi mesi prenderà il via la quarta campagna regionale di monitoraggio, mentre l’Osservatorio sarà chiamato a definire le priorità operative per il 2027.

I dati raccolti nel primo anno di attività saranno utilizzati per orientare le future politiche regionali sul tema dei PFAS, con particolare attenzione all’individuazione delle fonti di contaminazione, alla valutazione dell’efficacia delle tecnologie disponibili e alla sostenibilità economica degli interventi necessari per ridurre la presenza di questi contaminanti nell’ambiente.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti di enti pubblici, università, centri di ricerca, gestori del servizio idrico, associazioni imprenditoriali e organizzazioni ambientaliste, tra cui Arpa Piemonte, ENEA, CNR-Irsa, Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, SMAT, Utilitalia e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

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