Crisi riciclo della plastica, l’Emilia-Romagna sollecita il Governo

La Regione torna a chiedere interventi urgenti per sostenere la filiera del riciclo delle materie plastiche. Dopo la lettera inviata al ministro Pichetto Fratin, il presidente Michele de Pascale e l'assessora Irene Priolo avvertono che il rallentamento dei ritiri da parte di Corepla rischia di saturare gli impianti, aumentare il pericolo di incendi e compromettere gli sforzi della raccolta differenziata

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La Regione Emilia-Romagna torna a chiedere al Governo misure urgenti per sostenere la filiera del riciclo delle materie plastiche. In una nota diffusa dopo la convocazione di un nuovo tavolo di monitoraggio da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il presidente Michele de Pascale e l’assessora all’Ambiente Irene Priolo ribadiscono che, a oltre un mese dalla lettera inviata al ministro Gilberto Pichetto Fratin, non sono ancora arrivate risposte concrete.

Secondo quanto riportato dalla Regione, la situazione della filiera continua a essere di “estrema emergenza” e rischia di compromettere gli sforzi compiuti negli ultimi anni da cittadini e amministrazioni per incrementare il riciclo della plastica.

Le criticità della filiera

Nella lettera inviata al Ministero il 16 giugno scorso, la Regione evidenziava come il settore sia colpito da una combinazione di fattori: l’aumento dei costi energetici, la contrazione della domanda e la concorrenza dei polimeri vergini a basso costo provenienti da Paesi extra-Ue. Una situazione che sta rallentando le attività degli impianti di riciclo e creando difficoltà anche in Emilia-Romagna.

Tra le conseguenze segnalate vi è la progressiva riduzione dei ritiri degli imballaggi plastici da parte di Corepla, con il conseguente accumulo di materiale nei centri comprensoriali e il rischio di saturazione degli impianti regionali.

Il rischio incendi e il ricorso al termovalorizzatore

La Regione sottolinea inoltre che, durante il periodo estivo, l’accumulo di grandi quantità di rifiuti plastici aumenta il rischio di incendi, in contrasto con le indicazioni fornite dallo stesso Ministero e dalle autorità competenti.

Qualora la situazione dovesse protrarsi, secondo l’amministrazione regionale potrebbe rendersi necessario destinare al termovalorizzatore anche parte della plastica raccolta attraverso la raccolta differenziata, per evitare criticità nella gestione degli impianti. Un’ipotesi che, evidenzia la Regione, rischierebbe di compromettere il lavoro svolto negli ultimi anni per sviluppare le filiere del riciclo e i progetti finanziati dal Pnrr.

La richiesta al Governo

Per questo motivo l’Emilia-Romagna rinnova la richiesta di interventi immediati a sostegno della filiera del riciclo delle materie plastiche, ritenendo insufficiente la sola convocazione di un nuovo tavolo di monitoraggio e chiedendo misure in grado di garantire la continuità operativa degli impianti e la sostenibilità del sistema di gestione dei rifiuti.

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