Bari, scende la Tari e dalla lotta all’evasione arrivano 3,5 milioni

Nel 2026 a Bari nessuna utenza Tari pagherà di più rispetto al 2025, anzi le tariffe in media diminuiranno di circa l'1,8% per le famiglie e dell'1,2% per le attività economiche. Non ci saranno comunque aumenti a parità di metrature, numero di componenti del nucleo familiare o categorie. È quando contenuto nella delibera approvata dalla giunta Leccese, che recepisce la relazione di Ager sulla validazione del Piano economico finanziario 2026-2029

Bari, scende la Tari e dalla lotta all’evasione arrivano 3,5 milioni

Nel 2026 a Bari nessuna utenza Tari pagherà di più rispetto al 2025, anzi le tariffe in media diminuiranno di circa l’1,8% per le famiglie e dell’1,2% per le attività economiche. Non ci saranno comunque aumenti a parità di metrature, numero di componenti del nucleo familiare o categorie. È quando contenuto nella delibera approvata dalla giunta Leccese, che recepisce la relazione di Ager sulla validazione del Piano economico finanziario 2026-2029 del servizio di gestione dei rifiuti e determina le tariffe Tari.

Il tutto sarà presentato il 29 luglio in Consiglio comunale per essere approvato entro il 31 luglio, termine fissato per legge.

In una nota, l’amministrazione comunale evidenzia che il mantenimento delle tariffe ai livelli 2025 sia stato stabilito nonostante il valore del Pef 2026 aumenti del 2,91%.

L’assessore comunale al Bilancio e Fiscalità locale, Diego De Marzo, ha spiegato che la delibera “è un risultato che nasce da una scelta precisa: rendere il sistema più equo attraverso un forte investimento sulla lotta all’evasione, con il conseguente ampliamento della platea dei contribuenti”.

Negli ultimi due anni la ripartizione Tributi e il Nucleo ispettivo Tari sono riusciti a recuperare 6.921 utenze, delle quali 5.220 domestiche e 1.701 non domestiche. Contestualmente, le entrate derivanti dal recupero dell’evasione considerate nel Pef sono cresciute da 2,3 milioni a 3,5 milioni di euro. “A ciò si aggiunge – ha detto De Marzo – la scelta dell’amministrazione comunale di destinare una quota dell’imposta di soggiorno alla copertura dei maggiori costi del servizio di igiene urbana direttamente connessi ai flussi turistici”.

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