Qualità dell’aria, il Governo recepisce la nuova direttiva Ue

Il testo approvato dal Consiglio dei ministri recepisce la direttiva europea che punta a ridurre entro il 2030 l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute e introduce limiti più rigorosi, nuovi strumenti di pianificazione e un monitoraggio più efficace

Qualità dell'aria, il Governo recepisce la nuova direttiva Ue

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. Il provvedimento, proposto dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, aggiorna la normativa italiana introducendo strumenti più rigorosi per il monitoraggio e la gestione dell’inquinamento atmosferico.

L’obiettivo è allineare progressivamente gli standard europei ai valori guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, riducendo entro il 2030 l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di oltre il 55% e raggiungendo entro il 2050 livelli di qualità dell’aria non più dannosi per la salute umana e per gli ecosistemi.

Limiti più severi e nuovi strumenti di pianificazione

Tra le principali novità figurano valori limite più restrittivi per i principali inquinanti atmosferici, tra cui PM2,5, PM10, biossido di azoto (NO₂) e biossido di zolfo (SO₂), che entreranno in vigore a partire dal 2030, secondo il calendario previsto dalla normativa europea.

Il decreto rafforza inoltre gli strumenti di pianificazione della qualità dell’aria. I piani regionali dovranno essere adottati entro termini definiti in caso di superamento dei limiti e contenere le misure necessarie per riportare le concentrazioni entro i valori previsti nel più breve tempo possibile. Vengono inoltre introdotte le “tabelle di marcia”, strumenti destinati a programmare il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi europei.

Più monitoraggio e informazioni ai cittadini

Il provvedimento potenzia il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, migliorando la qualità dei dati raccolti e gli strumenti di valutazione per offrire un quadro più completo delle condizioni ambientali sul territorio nazionale. Particolare attenzione sarà dedicata alla riduzione dell’esposizione della popolazione agli inquinanti più dannosi e alla tutela dei gruppi più vulnerabili.

Vengono inoltre rafforzati gli obblighi di informazione al pubblico, con la diffusione di dati più chiari e tempestivi sulla qualità dell’aria, sugli eventuali superamenti dei limiti, sui rischi sanitari e sui comportamenti utili a ridurre l’esposizione all’inquinamento.

Il decreto introduce anche valori di riferimento per la qualità dell’aria negli ambienti indoor più sensibili, come scuole, ospedali e uffici, accompagnati da procedure dedicate alla valutazione e alla gestione del rischio.

“Con questo provvedimento – ha dichiarato il ministro Gilberto Pichetto Fratin – rafforziamo il quadro nazionale di prevenzione e contrasto all’inquinamento, con più strumenti a disposizione per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”. Secondo il ministro, l’obiettivo è costruire “un sistema più moderno e coordinato, capace di coniugare gli impegni europei con le esigenze dei territori”.

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