Milano, Legambiente: “Il Piano del Verde deve incidere sul futuro della città”

I circoli milanesi dell’associazione apprezzano gli indirizzi per tutelare verde, suolo e biodiversità, ma chiedono maggiore efficacia nella futura revisione del PGT, il recupero del reticolo idrico e una gestione più integrata dei parchi di cintura

Milano, Legambiente: “Il Piano del Verde deve incidere sul futuro della città”

Scade oggi il termine per presentare osservazioni, pareri e contributi al Comune di Milano sul Piano del Verde e del Paesaggio, lo strumento strategico attualmente in fase di elaborazione da parte dell’Assessorato all’Ambiente e Verde. Il documento punta a definire linee guida per la tutela e la valorizzazione del patrimonio verde, del paesaggio urbano e del suolo, della natura e della biodiversità.

I sei circoli milanesi di Legambiente, insieme a Legambiente Lombardia, hanno presentato osservazioni congiunte, esprimendo un giudizio positivo sull’impostazione complessiva e sull’approfondimento delle soluzioni proposte per affrontare la tutela dell’ambiente urbano in una fase caratterizzata dalla crisi climatica.

Secondo l’associazione, tuttavia, il principale limite del Piano è rappresentato dalla sua natura non prescrittiva. L’assenza di strumenti vincolanti rischia infatti di ridurne l’efficacia nel momento in cui dovrà contribuire a orientare la futura revisione del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Legambiente ritiene quindi utile rafforzare il documento attraverso obiettivi quantitativi e scadenze temporali che possano dare maggiore concretezza agli indirizzi strategici.

Verde, acqua e crisi climatica

Nel documento presentato dai circoli milanesi, il rapporto tra verde, acqua e città viene indicato come uno degli elementi centrali per affrontare gli effetti della crisi climatica.

Legambiente valuta positivamente le indicazioni contenute nel Piano sulla tutela del suolo, sulla riduzione della frammentazione ecologica e sulla difesa e valorizzazione delle aree agricole e naturali.

L’associazione sottolinea inoltre l’importanza del modello di governance proposto, ma avverte che senza una maggiore efficacia prescrittiva il rischio è quello di non riuscire a tradurre pienamente gli indirizzi del Piano in trasformazioni concrete della città.

Recuperare il reticolo idrico milanese

Tra le osservazioni presentate emerge anche la richiesta di intervenire sul reticolo idrico milanese oggi sommerso, che secondo Legambiente si estende per circa 400 chilometri.

L’associazione propone di affrontare il tema andando oltre la sola dimensione paesaggistica legata al dibattito sulla riapertura dei Navigli, privilegiando interventi capaci di produrre benefici contemporaneamente per il verde, la vivibilità e la sicurezza del paesaggio urbano.

Nelle osservazioni viene inoltre richiamata la Nature Restoration Law europea del 2024, indicata come uno degli strumenti attraverso cui rafforzare gli obiettivi di tutela anche in presenza della natura non prescrittiva del Piano.

Un grande Parco Metropolitano Milanese

Un altro capitolo riguarda la gestione dei parchi di cintura, dal Parco Agricolo Sud Milano al Parco Nord Milano, fino alla rete dei PLIS.

Per Legambiente, l’attuale frammentazione gestionale dovrebbe essere superata attraverso un maggiore coordinamento e, in prospettiva, attraverso l’unificazione dei compiti di amministrazione e gestione nella forma di un grande Parco Metropolitano Milanese.

L’associazione considera quindi maturi i tempi per individuare una soluzione complessiva alla gestione delle aree protette che circondano la città.

Più spazio alla cittadinanza attiva

Le osservazioni propongono anche di rafforzare il ruolo dei cittadini nella cura del verde attraverso un modello di cittadinanza attiva.

In particolare, Legambiente suggerisce la creazione di un ufficio dedicato al volontariato e alla formazione sul verde pubblico, con l’obiettivo di sostenere e coordinare le attività diffuse di cura degli spazi verdi.

Strade non solo per le auto

Infine, i circoli milanesi intervengono sulla distribuzione dello spazio pubblico e sulla necessità di ripensare il rapporto tra verde, mobilità e città.

Secondo Legambiente, la priorità nell’assegnazione degli spazi non dovrebbe più essere destinata prevalentemente alla motorizzazione individuale. Le strade, sostiene l’associazione, dovrebbero tornare a essere spazi pubblici multifunzionali, capaci di integrare mobilità, verde, socialità e vivibilità.

Il Piano del Verde e del Paesaggio viene quindi considerato un’occasione importante per definire una nuova visione della città, ma Legambiente chiede che gli indirizzi contenuti nel documento possano tradursi in obiettivi concreti e verificabili, soprattutto attraverso la futura revisione degli strumenti urbanistici.

Articolo precedenteMilano, rifiuti abbandonati: al via la campagna del Comune e Amsa
Articolo successivoEmilia Romagna, altri 29 comuni pronti alla tariffazione puntuale