I comitati contrari all’inceneritore di Santa Palomba hanno rilanciato la richiesta di verifiche ambientali sul cantiere dopo la diffusione di immagini relative ai terreni scavati nell’area e alla movimentazione di materiale fuori dal sito. La mobilitazione è proseguita il 7 settembre con un sit-in davanti al cantiere, durante il quale sono state distribuite copie informative e sono state sollecitate verifiche da parte di Arpa.
L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore invita inoltre i cittadini a inviare all’Agenzia richieste di controllo, mettendo in copia l’indirizzo email dell’organizzazione. I comitati sostengono che sia necessario aumentare le richieste di verifica per chiarire la situazione ambientale dell’area.
Il video sulla movimentazione delle terre
Nelle ore precedenti al sit-in è stato diffuso un nuovo video dedicato alla movimentazione di materiale dal cantiere. Secondo la ricostruzione fornita dai comitati, un mezzo carico di terra sarebbe partito dal sito nel primo pomeriggio, avrebbe percorso la via Ardeatina e successivamente il Grande raccordo anulare, per uscire in direzione di via della Magliana.
Il mezzo sarebbe quindi entrato in un’area privata, dove, secondo quanto riferito dai comitati, sarebbe rimasto. Da qui la domanda sollevata dall’organizzazione sulla destinazione delle terre movimentate e sulla loro eventuale gestione.
Le immagini e la ricostruzione diffuse dai comitati non consentono tuttavia di stabilire autonomamente la natura del materiale trasportato né di confermare la presenza di contaminanti o rifiuti pericolosi. Questi elementi richiedono specifiche verifiche tecniche e ambientali.
La richiesta di accertamenti
Al centro della mobilitazione ci sono la caratterizzazione dei terreni, la gestione dei materiali provenienti dagli scavi e la loro eventuale movimentazione fuori dall’area del cantiere.
I comitati chiedono ad Arpa e agli altri enti competenti di effettuare gli accertamenti necessari per verificare eventuali criticità ambientali e ricostruire la gestione dei materiali. Nel messaggio diffuso dopo il sit-in, l’Unione dei Comitati annuncia inoltre nuove iniziative davanti al cantiere.
La richiesta resta quindi quella di acquisire elementi verificabili sulla composizione dei terreni e sulla destinazione dei materiali movimentati, distinguendo le contestazioni e le ipotesi avanzate dai comitati dagli eventuali esiti degli accertamenti degli enti competenti.










