È in programma sabato 26 settembre 2026 ad Albano, con partenza alle ore 16 da piazza Mazzini, un nuovo corteo contro il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba. A promuoverlo sono il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e Roma e il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba, che hanno annunciato l’iniziativa attraverso i propri canali.
La manifestazione, secondo i promotori, sarà dedicata in particolare alle questioni ambientali e alle condizioni del terreno interessato dai lavori. I comitati sostengono infatti che durante gli scavi siano emersi rifiuti di diversa natura, compresi materiali che definiscono pericolosi, e chiedono che il cantiere venga fermato per consentire verifiche.
La protesta contro il progetto
Nel comunicato diffuso dal Comitato No Inceneritore a Santa Palomba, il corteo viene presentato come una nuova iniziativa di opposizione alla realizzazione dell’impianto e alle recenti decisioni relative all’area.
I promotori contestano in particolare una nuova ordinanza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sostenendo che il provvedimento avrebbe determinato l’acquisto da parte di Ama di ulteriori quattro ettari di terreno, per una spesa indicata dai comitati in 5,5 milioni di euro.
Si tratta di valutazioni e contestazioni espresse dagli organizzatori della manifestazione.
La questione dei materiali emersi dagli scavi
Al centro della protesta ci sono anche i materiali rinvenuti, secondo i comitati, durante le attività di scavo nell’area di Santa Palomba.
Il Comitato riferisce di aver ricevuto segnalazioni sulla presenza di rifiuti di diversa natura, inclusi materiali indicati come pericolosi, e afferma di avere effettuato segnalazioni ad Arpa e agli altri soggetti coinvolti, chiedendo la sospensione dei lavori.
La presenza e la classificazione dei materiali citati nel comunicato dovranno essere accertate dagli organismi competenti. Il post dei promotori non fornisce infatti elementi sufficienti per stabilire autonomamente la natura dei rifiuti né eventuali livelli di contaminazione del terreno.
“Stop al cantiere”
La richiesta centrale dei comitati è quindi quella di fermare i lavori e procedere con le verifiche ambientali sull’area.
La manifestazione del 26 settembre viene indicata dagli organizzatori come un appuntamento rivolto alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente e come un’ulteriore iniziativa di mobilitazione contro il progetto dell’impianto.











