Nel 2025 gli italiani hanno effettuato mediamente 101 spostamenti al giorno, contro gli 89 del 2021, ma la crescita della mobilità non ha portato a un significativo miglioramento della sua sostenibilità. È quanto emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate il 15 settembre durante la prima giornata di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti a Roma.
L’automobile continua a rappresentare oltre il 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico rimane sotto il 10% e non ha ancora recuperato i livelli del 2019. Sono invece aumentati gli spostamenti in bicicletta, con la micromobilità, e quelli in moto.
L’indice di mobilità sostenibile resta fermo
L’Indice di Mobilità Sostenibile (IMS) elaborato da Isfort, che considera gli spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o micromobilità e con il trasporto pubblico, nel 2025 si è attestato al 34%.
Il valore è sostanzialmente invariato rispetto a quello registrato nel 2000. Nell’arco di 25 anni, quindi, secondo l’analisi non si è verificato un significativo aumento complessivo della quota di mobilità sostenibile.
Il dato nazionale nasconde però forti differenze territoriali. Nei Comuni con oltre 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nei Comuni con meno di 50mila abitanti la quota scende invece al 4-5%.
Anche il ricorso all’auto varia sensibilmente: nei piccoli Comuni arriva a sfiorare il 75% degli spostamenti, mentre nel Mezzogiorno raggiunge circa il 65%.
Oltre l’80% degli spostamenti entro 10 chilometri
L’Osservatorio rileva inoltre una forte dimensione locale della mobilità italiana. Oltre l’80% dei viaggi avviene entro 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti.
Nonostante le brevi distanze, l’automobile continua a essere utilizzata anche per gli spostamenti di prossimità. Nel 2025 il 27,3% dei viaggi fino a 2 chilometri è stato effettuato in auto, un dato che secondo Isfort indica un potenziale margine per spostamenti a piedi, in bicicletta o con altri mezzi alternativi.
Emergono inoltre differenze legate all’età e al genere. Il trasporto pubblico pesa maggiormente sulle abitudini dei giovani tra 15 e 24 anni, con una quota del 15,4%, contro il 5,2% delle fasce di età più mature. Le donne presentano complessivamente modalità di spostamento più sostenibili, anche per il maggiore ricorso alla mobilità pedonale, al trasporto pubblico e alla condivisione dell’auto.
Cresce la disponibilità a usare bici e trasporto pubblico
Un altro indicatore analizzato da Audimob è la Propensione al Cambio Modale (Pcm), che misura la differenza tra la quota di persone che vorrebbe aumentare l’utilizzo di un determinato mezzo e quella di chi invece vorrebbe diminuirlo.
Nel 2025 l’indice è risultato negativo per l’automobile, a -10,8, mentre è positivo per il trasporto pubblico, a +13,8, e soprattutto per la bicicletta, a +25,2.
Nel dettaglio, il 23,8% degli italiani dichiara di voler diminuire l’uso dell’auto, mentre il 12,9% vorrebbe utilizzarla maggiormente. Per il trasporto pubblico il 36,3% vorrebbe aumentare il proprio utilizzo e il 9% ridurlo. Per la bicicletta le percentuali sono rispettivamente del 38,2% e del 3,9%.
I dati indicano quindi una disponibilità al cambiamento che, secondo Isfort, non si traduce ancora automaticamente in comportamenti diversi.
Carlo Carminucci, direttore della ricerca di Isfort, sottolinea che la propensione espressa dai cittadini deve essere accompagnata dalle condizioni necessarie per trasformarla in scelte concrete.
Il ruolo del trasporto ferroviario
Durante il confronto è intervenuta anche Maria Annunziata Giaconia, direttore Operations di Regionale, brand di Trenitalia del Gruppo Fs, che ha illustrato gli interventi sul trasporto ferroviario regionale, con particolare riferimento alla digitalizzazione dei servizi e all’intermodalità.
Tra gli strumenti citati figurano il Biglietto Digitale Regionale e il Tap&Tap. Giaconia ha inoltre indicato in circa 1.009 i treni di nuova generazione già consegnati, destinati a diventare 1.081 entro il 2027, per un investimento complessivo dichiarato di 7 miliardi di euro.
La prima giornata di ECO Festival ha utilizzato i dati dell’Osservatorio Audimob come punto di partenza per il confronto tra istituzioni, imprese, ricerca e mondo accademico sulle trasformazioni della mobilità italiana. Il festival prosegue il 16 settembre a Roma con una seconda giornata dedicata, tra gli altri temi, alla mobilità urbana, alla sicurezza stradale, all’elettrificazione e alle politiche per città più sostenibili.










