Plastics Europe chiede una revisione del Schema di scambio di quote di emissione di CO2 dell’Ue, per “tutelare l’industria europea delle materie plastiche dalla perdita di competitività e dal rischio di delocalizzazione”. La prima richiesta dei produttori è quella di mantenere le assegnazioni gratuite nei settori dove non esiste ancora una protezione equivalente.
Senza determinate condizioni, dice PE, i maggiori costi dello schema Ets “rischiano di accelerare il declino dell’attività industriale, di ridurre gli investimenti e l’offshoring, invece di fornire ulteriori benefici climatici. Plastics Europe chiede quindi le seguenti misure di revisione:
- Mantenere l’assegnazione gratuita senza ulteriore restringimento dei parametri di riferimento o ulteriori condizionalità;
- Calcolo realistico dei parametri di riferimento che tengono conto delle reali realtà industriali;
- Traiettoria realizzabile del tetto in linea con le condizioni abilitanti per un percorso di decarbonizzazione;
- Mantenere l’assegnazione gratuita finché una comprovata CBAM non diventerà una soluzione praticabile per la plastica;
- reincanalare una parte importante delle entrate ETS verso i settori coperti;
- Riconoscere il ruolo dello stoccaggio non permanente del carbonio per consentire la realizzazione di plastiche biologiche e basate su CCU;
- Includere l’incenerimento dei rifiuti urbani nell’ambito dell’ETS.



