L’Italia ha il tasso di motorizzazione più alto d’Europa, con circa 70 auto ogni 100 abitanti, e allo stesso tempo registra livelli elevati di mortalità prematura associata all’esposizione a particolato atmosferico e ossidi di azoto. È da questi dati che parte la riflessione pubblicata da Genitori Antismog sul rapporto tra fiscalità e modello di mobilità.
L’associazione considera l’automobile una fonte di diverse esternalità negative, tra cui consumo di spazio pubblico, emissioni inquinanti e climalteranti, incidenti e costi legati alla manutenzione della rete stradale. In questa prospettiva, secondo Genitori Antismog, le imposte legate all’auto, comprese quelle sui carburanti e il bollo, contribuiscono a trasferire almeno una parte di questi costi a chi utilizza o possiede il veicolo.
Il bollo e i costi della mobilità privata
Nel commento, Genitori Antismog contesta la sospensione del bollo auto, sostenendo che la misura comporterebbe un mancato gettito di circa 2,5 miliardi di euro per le Regioni. L’associazione sottolinea che le minori entrate dovrebbero essere compensate attraverso trasferimenti dalla fiscalità generale, ponendo quindi la questione di come distribuire il costo della misura.
Secondo la lettura proposta dall’associazione, il bollo avrebbe anche alcune caratteristiche che lo distinguono da altre imposte. La tassa, infatti, è collegata al possesso di un bene mobile registrato e, nella configurazione precedente, teneva conto anche della potenza del veicolo. Genitori Antismog sostiene inoltre che il prelievo contribuisse al finanziamento della manutenzione stradale attraverso le entrate regionali.
L’associazione considera quindi la cancellazione del bollo come una misura che, nella propria interpretazione, riduce il collegamento tra possesso dell’automobile e costi associati alla rete stradale.
Le alternative indicate dall’associazione
Nel documento Genitori Antismog sostiene che, se l’obiettivo fosse quello di realizzare una misura fiscale espansiva, sarebbero possibili interventi alternativi.
Tra quelli indicati dall’associazione c’è una riduzione del cuneo fiscale e dell’Irpef, con l’obiettivo di intervenire sul reddito disponibile e sul costo del lavoro. Viene inoltre proposta una riduzione delle accise sull’elettricità per favorire l’elettrificazione dei consumi, compreso il settore della mobilità.
Un’altra possibilità indicata riguarda il trasporto pubblico locale, attraverso un trasferimento di risorse che potrebbe essere destinato, secondo l’associazione, alla riduzione del costo di biglietti e abbonamenti.
Genitori Antismog cita infine altre imposte che considera meno coerenti con l’obiettivo di sostenere famiglie e attività economiche, tra cui il bollo sui conti correnti e quello sulle fatture.
Il confronto con il modello europeo
La riflessione dell’associazione si inserisce nel dibattito sulle politiche urbane che puntano a ridurre la dipendenza dall’automobile privata e a rafforzare trasporto pubblico, mobilità attiva ed elettrificazione.
Nel testo, Genitori Antismog sostiene che la sospensione del bollo vada nella direzione opposta rispetto alle politiche adottate da diverse città europee per ridurre gli impatti della mobilità privata. L’associazione collega quindi la fiscalità automobilistica alla più ampia discussione sulla cultura dell’auto e sulla necessità di considerare anche i costi ambientali e sociali della motorizzazione.
Le valutazioni sulla sospensione del bollo e sull’utilizzo alternativo delle risorse sono posizioni espresse da Genitori Antismog nel commento pubblicato il 21 settembre 2026.



