Dal bisogno quotidiano al desiderio che si rincorre da tempo, sempre più italiani scelgono la second hand per i propri acquisti. Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy di Ipsos Doxa per Subito, giunto nel 2025 alla sua dodicesima edizione, il 65% della popolazione ha dichiarato di aver acquistato o venduto oggetti usati (+2 punti percentuali rispetto al 2024), 28,2 milioni di italiani solo nell’ultimo anno, contribuendo ad alimentare un mercato dal valore economico complessivo di 27,2 miliardi di euro, corrispondenti all’1,2% del PIL.
Un comportamento sempre più radicato nelle scelte di consumo degli italiani, che vede in guadagno e risparmio i principali motori della sua crescita e che, sempre più spesso, rappresenta la prima opzione nel processo di acquisto (68%).
Il sondaggio è stato realizzato da Ipsos Doxa per Subito a febbraio 2026 su un campione rappresentativo della popolazione italiana, attraverso 2.001 interviste CATI + CAWI.
Con il 76% dei piemontesi che nel 2025 ha acquistato o venduto almeno un bene usato, il Piemonte si colloca al primo posto in Italia per livello di partecipazione alla second hand economy, ben 11 punti percentuali in più rispetto alla media italiana. Non si tratta, però, soltanto di una platea ampia: quasi un piemontese su tre (31%) ha sia acquistato sia venduto almeno un bene usato nell’ultimo anno, partecipando su entrambi i fronti della compravendita, tanto come acquirente quanto come venditore.
Dietro ad una partecipazione così diffusa c’è soprattutto il ruolo concreto che l’usato assume nelle economie familiari. Il 75,2% dei residenti dichiara, infatti, di acquistare beni usati per risparmiare, mentre il 50,2% vende per guadagnare, due leve che in Piemonte assumono un peso nettamente maggiore rispetto alle altre regioni d’Italia. Questo rapporto con la second hand sembra tradursi in un impatto tangibile sul bilancio familiare: il 70,2% dei piemontesi ritiene che il ricorso all’economia pre-loved incida “molto” o “abbastanza” sulle proprie economie, contro il 59% degli italiani.
La second hand piemontese si sviluppa soprattutto attraverso i canali digitali, che, nel 2025, hanno generato 1,12 miliardi di euro, pari al 66,6% del valore economico complessivo della regione (1,69 miliardi di euro). La propensione all’online coinvolge tanto chi acquista quanto chi vende, con rispettivamente il 75,7% degli acquirenti e il 77,7% dei venditori che scelgono i canali digitali per le proprie compravendite.
E proprio guardando a ciò che passa dai canali digitali emergono le categorie protagoniste della second hand piemontese, dove Casa & Persona guida sia gli acquisti, con il 79,6%, sia le vendite, con l’85,7%. Seguono, in entrambi i casi, Sports & Hobby (42% degli acquisti e 34,6% delle vendite), Elettronica (26,5% e 30,1%) e Veicoli (che rappresentano il 13,6% degli acquisti e il 5,1% delle vendite). Tra i prodotti più acquistati e venduti si distinguono invece Abbigliamento & Accessori, scelti dal 51,5% degli acquirenti, la quota più alta registrata in Italia, e dal 57,2% dei venditori.
Se la convenienza economica rimane la principale leva d’acquisto, tra i driver motivazionali che spingono i piemontesi a rivolgersi alla second hand emerge anche l’attenzione verso il riuso: il 41,3% degli acquirenti dichiara di scegliere la second hand perché crede nel riuso e nella riduzione degli sprechi, mentre il 39,1% associa la second hand a un modo di fare economia sostenibile. Sul fronte delle vendite, dopo la volontà di liberarsi degli oggetti inutilizzati (78,3%), il 37,4% indica il riuso e la riduzione degli sprechi tra le motivazioni che lo spingono a vendere, mentre il 27,3% richiama il tema dell’economia sostenibile.
[1] Realizzato da Ipsos Doxa per Subito a febbraio 2026 su un campione rappresentativo della popolazione italiana, attraverso 2.001 interviste CATI + CAWI










